La tradizione del pesce a Milano

colori

Chi vive a Milano ed ama il pesce ben cucinato conosce sicuramente I Pesciolini, due pescherie tra le più conosciute della città , ognuna delle quali è dotata di uno spazio dedicato alla ristorazione che propone  una combinazione tra prodotti eccellenti ed ottima cucina. In cucina lo  Chef Gaetano Riccio classe 1976 , un vero “ no regole / sovversivo ” della cucina , grande appassionato di Francia e di cucina cucinata.  I suoi piatti portano in tavola: gusto, carattere, quantità e sostanza .

La qualità del pesce corrispondeva pienamente alle  aspettative ! Porzioni non grandi, ma tutto sommato ci sta benissimo , per la freschezza e la qualità .  Il locale di porta Romana , tutto eccellente e curato. Certo il locale è piccolissimo ma non è necessariamente un difetto, quante volte in un locale più grande, ma senza personale numericamente appropriato , le attese sono diventate troppo fastidiose .

Il pesce è ottimo e fresco, il personale è gentile e disponibile, l’ ambiente caldo e simpatico, lo consiglio anche solo per fare un aperitivo goloso . In più da loro trovi la vera ” bottarga ”  ellenica ( ma non è il suo nome originale ) , AVGOTARAHO il suo vero nome , il nettare degli Dei .

AVGOTARAHO_BOTARGO_SLICED-AND-GROUND

Avgotaraho : un assaggio di Grecia da I Pesciolini Milano . nella Grecia Occidentale, in una vasta zona umida inclusa nell ’ elenco della Convenzione di Ramsar , un trattato la cui finalità è appunto la tutela delle aree umide di interesse internazionale. La città occupa un posto davvero rilevante nella geografia gastronomica della Grecia: la sua laguna, vasta e poco profonda, è da sempre vocata alla pesca; i cefali di grandi dimensioni che vengono catturati grazie a un sistema di recinzioni formate da pali in legno, chiamate ivaria, sono all’origine della produzione dell ’ avgotaraho , una pregiatissima bottarga di muggine dalle caratteristiche veramente uniche. Una prelibatezza non per tutti, benché abbia origini umili, radicate in epoche in cui la necessità spingeva a non buttare via nulla.

 

 

Carpacci , tartare , gamberi rossi di Sicilia ,  Capesante piccanti e sua maestà il baccalà una delizia di assaggi con ottimo abbinamento vini.

 

 

 

ipesciolinimilano p.romanaUn posto delizioso davvero , lo promuovo e spero di tornarci presto per assaggiare i primi e vedere fino dove arriva la cucina cucinato dello chef Lo trovi : Corso di Porta Romana, essendo nei pressi del centro, è ben servito dai mezzi: si può facilmente raggiungere con la metro gialla (fermata Crocetta), ma anche con il tram (linee 16 e 24) . 

I PESCIOLINI
Corso di Porta Romana 51, Milano | 0254100474
(lun 17-00; mar-sab 09-00) .

Villa Lario Resort Mandello e AIS LOMBARDIA

A Mandello del Lario la Giornata Nazionale della Cultura del Vino e dell’Olio in Lombardia si è svolta a Villa Lario Resort , due prodotti della tradizione da sempre strettamente legati al nostro territorio e alla nostra cultura .

L'immagine può contenere: erba, cielo, casa e spazio all'aperto

Una giornata all’insegna della razionalizzazione , semplificazione e innovazione .

 

L'immagine può contenere: 4 persone, persone sedute e spazio al chiuso

I relatori :  Fiorenzo Detti  – Presidente AIS Lombardia , Dott. Mario Maffi – Enologo Dott. Alberto Schieppati – Direttore rivista Artù , D.ssa Claudia Crippa – Presidente Consorzio IGT Terre Lariane , Dott. Marco Riva – Direttore Consorzio IGT Terre Lariane , Dott. Marino Maglia – Presidente Consorzio DOP Laghi Lombardi – Lario ,  D.ssa Rita Rocca e Dott. Massimiliano Basile – Consorzio Olio Garda DOP , Dott. Iaderosa Antonio  – Responsabile ICQRF sede di Milano (MIPAAF)

Fiorenzo DETTI  – Rivoluzione nel mondo del vino / sburocrarizzazione che si sta attuando. Concetto di tipicità è solo nostro ( #italiano ) . Difesa del prodotto e di cultura. Tutela della nostra cultura . L’ART.6 – vitigno autoctono italiano , salvaguardia dei vitigni eroici e storici ( mi piace considerare un vitigno eorico , un vincitore , uno che ce l’ha fatta ) .

Mario MAFFI enologo e agronomo dell’Oltrepo’ – memoria storica non solo del mondo vitivinicolo dell’Oltrepo’ pavese . Una persona speciale , curioso e dotato di un’ampia cultura, soprattutto del territorio , dovuta anche all’amicizia di illustri intellettuali della zona . Il suo motto recuperare per non dimenticare . parla di vitigni autoctoni , di cloni e di come a Ferrara è arrivata l’UVA D’ORO … ‘uva d’oro’ probabilmente deriva dal fatto che si crede sia stata porta dalla Cote d’Or da Renata di Francia nel 1562, anche se è più probabile che fosse già noto agli Etruschi e poi ai Romani.

Aberto SCHIEPPATI – territori importanti e differenti . diversità di cultura , modi di lavorare , modi di accogliere gli ospiti. Ospitalità di lusso , clientela internazionale . Legare il territorio alle produzioni. sull’accoglienza bisogna lavorare molto. Bisogna credere a quello che si fa.

Marino MAGLIA – presidente  del Consorzio Olio Dop Laghi Lombardi . Terrazzamenti ovunque  , 1 quintale di olive – 12/13 litri d’olio. Raccolta a mano 50/60kg al dì di raccolta . Sei aziende del lagosu Gambero Rosso . 35/40€ al litro . La coltivazione dell’olio lombardo sul Lago di Como fu introdotta in epoca romana da coloni provenienti dalla Magna Grecia. L’Olio Extravergine d’oliva Laghi Lombardi viene prodotto in due distinte aree geografiche; specificate dall’indicazione Sebino e Lario. L’olio che si ottiene è classificato dagli intenditori come uno tra i migliori per qualità. Nel Sebino la coltivazione è diffusa in 24 comuni in provincia di Brescia e 24 in provincia di Bergamo, tutti in prossimità del Lago d’Iseo. Nel Lario invece è diffusa in 33 comuni in provincia di Como e 12 comuni in provincia di Lecco, tutti in prossimità del lago di Como. Si parla di olivicoltura di frontiera . Olio versatile leggero di bassisima acidità e molto abbinabile.

Claudia CRIPPA – presidente Consorzio IGT Terre Lariane – oggi dopo circa 20 anni si puo’ dire che si iniziano a capire le caratteristiche organolettiche dei “nostri” vini . Forte escursione termica / forti pendenze e terrazzamenti. Vitigni interessanti , arietà appartenenti a tutto il nord Italia , con riferimenti precisi alla Verdesa ( o verdese bianco, unica varietà riconosciuta autoctona ) , alla borgognina ( pinot bianco e nero ), alla schiava ( chiamata butascera ). Nessuna radicalizzazione in quanto la nostra #Brianza era un crocevia ( i contadini si spostavano su Milano per vendere / scambiare primizie ) . Il consorzio è nato per dare formazione e quindi lavorare , esiste una cantina consortile dove ognuno porta la sua UVA e si porta a casa le sue bottiglie .

Marco RIVA – direttore Consorzio IGT Terre Lariane – aria di novità per il consorzio nato nel 2009 , ma con riconoscimento IGT 2008 , il direttore giovane , dinamico e social vuol portare a far conoscere le nostre realtà . Dare una giusta comunicazione , sito rinnovato e più snello ( http://www.terrelarianeigt.it/ ) . Il suo obbiettivo è coinvolgere anche i consumatori con eventi dove possibile gratuiti. La giusta comunicazione porterà interessanti novità .

Antonio IADEROSA – Agronomo ed enologo, ha acquisito una esperienza trentennale nella tutela della qualità dei prodotti agroalimentari, prima come tecnico Controllo Qualità in un’azienda multinazionale, e attualmente come dirigente per la Lombardia, per l’Emilia Romagna e le Marche dell’ICQRF del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. L’attività prevalente, nell’ambito della circoscrizione territoriale di competenza, è la predisposizione di programmi di controlli volti a contrastare fenomeni fraudolenti nel settore agroalimentare e dei mezzi tecnici di produzione .

interessante chiacchierata.

Ais Lombardia ,  nella stessa giornata ,  ha organizzato il Concorso Miglior Sommelier della Lombardia 2017 e il Concorso Targa A.I.S. Lombardia 2017 , riservato gli studenti degli Istituti Alberghieri lombardi.

concorso così strutturato :

  • 12 concorrenti per Miglior Sommelier di Lombardia ,
  • prova scritta  fatta e solo 3 ( Artur Vaso, Andrea Sala e Sara Lazzeri ) sono rimasti  per la prova orale .
  • 25 minuti a disposizione per la prova di servizio davanti ad una giuria, composta dai sommelier Luisito Perazzo e Nicola Bonera .

La prova consisteva :

  •  servizio a due commensali
  • degustazione alla cieca di un vino bianco e un vino rosso
  • prova di servizio con un vino a scelta.
  • carta dei vini da abbinare, prima con vini regionali del territorio, tre a scelta per un menù di cinque portate , poi con vini nazionali infine con vini esteri.
  • domanda di cultura generale su tre temi: la figura di Franco Ziliani , il Pinot Nero in Lombardia e la zone IGT Terre Lariane.
  • per finire  la sistemazione di una carta dei vini con errori.

 

E’ stata una bella ed interessante prova . Tanta passione , tanta emozione , tanta paura di far giusto .  A vincere la sfida  Artur Vaso, sommelier della delegazione di Brescia , che è stato quello che ha giocato meglio la carta dell’essere sicuro e certo nel comunicare . Gli altri due ragazzi molto preparati , ma un po’ timidi .

Giornata fantastica e ogni volta si impara sempre qualcosa di nuovo .

 

 

Una giornata all'insegna della #lombardia #territorialità

Posted by Barbara Frigerio on Sunday, May 14, 2017

 

 

 

 

 

Salumi Pasini

Una visita interessante e sopratutto che arricchisce la mia voglia di imparare e sapere . Ed eccomi con amici a visitare un’azienda storica all’avanguardia che cura la qualità : Salumi Pasini.

I Salumi come una volta , la famiglia Pasini si mette in gioco con la tradizione , l’innovazione e le ricette , quelle di una volta . La nuova generazione  vuole l’eccellenza nel piatto  , anche se non dovrebbe essere l’eccezione ma la regola per tutti i produttori piccoli / medi e grandi. Una bella iniziativa e sopratutto viva la ” tradizione “ !

A Trezzano sul Naviglio hanno appena creato la nuova linea Salumi Pasini che propone pancetta steccata, bacon, salame campagnolo, salamini pic-nic e cotechino. La loro missione è di sorprendere i palati più raffinati ed esigenti , con la lentezza nelle preparazioni, la selezione degli ingredienti tutti di esclusive materie prime italiane selezionate  e soprattutto con l’antica manualità artigiana della tradizione contadina .

La squadra del nuovo progetto è composta da Andrea Pasini  responsabile commerciale , Filippo Pasini responsabile della produzione e Daniela Pasini curatrice dell’immagine .      I tre sono cugini e si sono formati  nell’ azienda di famiglia , Smapp , fondata 60 anni fa dal loro nonno. Ora sono loro che devono portare nuove idee e valore a quella che è la storia di famiglia . La cura è nei minimi dettagli dal packaging di lusso fino al sito per vendere e farsi conoscere anche online , sui social sono molto attivi e i loro prodotti hanno tutti una loro storia e una loro bontà .

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Con i loro salumi è subito festa… focaccine ai salumi Pasini , ma che bontà…

focaccine

 

Focaccine al farro & Driss ( salame di suino e bovino ) – Focaccine al farro e rosmarino & Schisc ( bresaola di suino )

 

 

 

L’Altro Griso si fa notare

L’Altro Griso , su quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno …

 

Il ristorante L’Altro Griso dell’Hotel Il Griso a Malgrate (Lc) è un punto di riferimento della gastronomia lombarda. Propone una cucina legata alla tradizione in chiave moderna , legata al territorio e alla valorizzazione delle materie prime .

  • Un po’  di storia – Era il 1968 quando Bruno Gobbi, uno dei massimi esperti di enogastronomia italiana, insieme al figlio Roberto e ad un giovane Chef Claudio Prandi, decise di aprire l’hotel con annesso il ristorante , che ben presto entrò a far parte dell’Associazione Le Soste – ” un’associazione di ristoratori che come scopo si prefigge la valorizzazione e la diffusione nel mondo della cultura gastronomica italiana”  – Dal 1974 il ristorante “Il Griso” ha ottenuto una stella Michelin ,  dal 1987 al 1993 due stelle Michelin . Per anni, molti anni, è stato uno dei simboli dell’eccellenza dell’ospitalità e della gastronomia italiana. Poi con la scomparsa di Bruno Gobbi si è arrivati alla chiusura dell’Hotel . Per poi riaprire con un susseguirsi di idee che non sempre son state positive. Grazie al coraggio dell’imprenditore brianzolo Chiapponi e sotto la guida del presidente della società Ercole Crippa, l’impresa non senza difficoltà comincia a dare i suoi frutti. Claudio Prandi è stato richiamato, ed insieme a Luca Mozzanica (capo chef), Andrea Rigamonti (maitre), con una squadra di sala composta da Sergio, Linda, Mariangela e Jennifer, il ristorante ha ricominciato a riscuotere consensi, infatti Paolo Massobrio e Marco Gatti lo hanno premiato con la Corona Radiosa nella guida Papillon 2013 .

 

  • Oggi  – L’Altro Griso  – nota positiva aver dato/tenuto il nome GRISO che ha segnato la storia del  nostro territorio in positivo con le prime due stelle Michelin conquistate negli anni 80/90. Questa squadra la vedo vincente , hanno idee interessanti e il voler far cassetto non è proprio il loro obbiettivo principale. Vogliono valorizzare il Made in Italy :  quello vero , quello dove il produttore suda sette camicie . Si sono messi in gioco Franco Impelliccieri e Luca delle Donne per riconquistare la clientela del territorio e per coccolare i turisti che soggiorneranno in hotel . Franco e Luca negli anni 90 si erano già fatti notare con Piaceri D’Italia un’e-commerce di prodotti italiani d’eccellenza che non è ben partita ma che negli anni si è sempre più affermata perché affiancata al mondo del catering & banqueting . La loro filosofia essere  contrari all’omologazione del gusto e all’appiattimento dei sapori . Il loro desiderio non è di creare un numero illimitato di clienti , ma di avere solo molti tifosi Ed eccoli così carichi a far partire L’Altro Griso con la stessa filosofia di Piaceri D’Italia in cucina un giovane Chef  con tanta voglia di crescere Denis Ambruoso .  Non nuovo nelle cucine de L’ Altro Griso perché faceva parte della vecchia brigata quando si chiamava Terrazza Manzoni … Un giovane che ha talento e sa impreziosire le ottime materie prime che Franco e Luca selezionano . Il bello di questa nuova avventura è l’avere come base / punto di partenza il viaggio , un’ esperienza gastronomica territoriale , regionale e provinciale ma allo stesso tempo filosofia ed  esperienze  della cucina italiana .

 

Una cucina semplice che vira al sublime dove le papille gustative non si annoiano 

 

 

 

La carta dei vini è un bel volume dove le etichette blasonate finalmente sono poche e quelle “meno famose ” la fanno da padroni ed io ne sono contenta. Leggere i nomi dei miei “vignaioli” preferiti mi fa un piacere immenso. Il sommelier avrà un duro compito far apprezzare questi vini a chi ama le etichette blasonate  , ma sono certa che ci riuscirà .

 

 

Hotel Royal Victoria – Varenna – il piacere di una vacanza sul lago

Ci sono volte che mi reputo fortunata, perché mi son trovata in una location che regala emozioni , un gioiello d’arte e di cultura incastonato tra le montagne e adagiato sul lago, L’Hotel Royal Victoria un esclusivo small luxury hotel .

L’idea del bello tradotta in hospitality grazie alla Famiglia Rocchi che dal 2000 è proprietaria della struttura , che ha ristrutturato il tutto tra il 2011 e il 2014, con l’intervento coordinato dalla Soprintendenza per i bene architettonici e paesaggistici di Milano , per rendere la stagione estiva su quel ramo del lago che volge a Mezzogiorno un sogno unico . Varenna si trova , infatti , sulla metà esatta della sponda orientale del lago, proprio di fronte all’imboccatura del ramo di Lecco .

01 Varenna

L’hotel , dimora storica del lago , riapre oggi ( venerdì 22 Aprile ) con tante novità. Per l’estate 2016 la nuova piscina nel giardino, un’area benessere per gli ospiti, i laboratori per le famiglie e le serate a tema per animare ogni momento da trascorrere sul lago.

L’hotel vanta di 43 camere dotate di tutti comfort , 4 junior suite e un eccezionale servizio di ristorazione.

Ben due alternative , Il Victoria Grill ,  che si affaccia nel centro storico di fronte alla Chiesa di San Giorgio  , con una carta semplice , veloce , per un lunch veloce od una cena informale. Al Grill la vera pizza napoletana la fa da padrona e tante soluzioni sfiziose e curiose per una clientala giovane .

Il Royal Gourmet   capitanato dallo Chef Maurizio Lazzarin un artista e un ricercatore alternativo della cucina moderna . Non solo piatti con prodotti tipici del lago, ma anche combinazioni di succeso che alternano piatti a base di carne  e di pesce . Una selezione di piatti da degustare , con vista lago e un elegante garden dove ascoltare anche della musica . Per le serate più romantiche l’angolo ” Nuvola” , una sala a cielo aperto sotto le stelle per due persone.  Lo chef dell’eleganza assoluta e della cultura per la cucina light , preparata con gusto per piacevoli vizi e sfizi per il palato .

La cena di inaugurazione è stata molto curata a partire dall ‘aperitivo servito in giardino vista lago , bollicine franciacortine , ostriche , gnocco fritto e salumi , tartarino di manzo all’olio tartufato , fritto di lago , foie gras , macarons salato …

 

A tavola tutta un’altra musica con lo Chef Maurizio Lazzarin espolaratore del gusto e geniale chef  alla continua ricerca di abbinamenti…

Ad accompagnare i piatti :

  • curtefranca Cà Del Bosco 2014
  • nebbiolo Langhe Poderi Enaudi 2014
  • Moscato  Poderi Enaudi
  • Cà del Bosco ” Prestige”

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Assolutamente da provare… e tra le novità per chi sceglierà di soggiornare per una vacanza a misura di cliente ci sarà oltre alla piscina anche una suite SPA dove rilassarsi è la parola d’ordine.  E’ un ambiente accogliente e rilassante pensato per una coppia al fine di trasmettere un totale relax e benessere. Una nuova area relax a fianco della nuova piscina nel giardino a pochi passi dal lago.

Il pesto è : Il Genovese-Roberto Panizza e Rossi 1947

 

Non potete perdervelo a pranzo o a cena… Il Genovese la cucina ligure  per eccellenza… che settimanalmente cambia .

Una trattoria informale e accogliente, come quelle di una volta che si trova in via Galata, in una delle zone che sono state duramente colpite dall’alluvione di giovedì 9 ottobre 2014: ma i titolari Roberto e Sergio Panizza e il loro staff si sono rimboccati le maniche per rimettere subito in piedi l’attività.

La cucina prevede piatti tradizionali della cucina regionale ligure preparati seguendo le antiche ricette popolari  , con l’aggiunta della consueta  attenzione alla qualità dei negozi Rossi .L’abbiamo scelto per la cena del sabato sera perchè  adoriamo tutto ciò che è territorio , tradizione e genuinità.

Infatti qui assaggi Il Pesto che non esiste di Roberto Panizza… oltre ad altre prelibatezze… come la carne di Cabannina una razza bovina autoctona  dell’appennino ligure, che a Il Genovese viene utilizzata per preparare U Toccu  e non solo .

U Toccu è un sugo di carne ben diverso dal tradizionale ragù, una ricetta che affonda le sue origini nel passato lontano in cui il tempo per la cucina era abbondante e anche un po’ solenne.

Che cos’è  Il Pesto che non esiste  ? E’ il Pesto preparato al Mortaio da Roberto Panizza , il pesto che hai occasione di assaggiare da oggi a casa tua.
Non esiste perché mai questo prodotto è stato immesso sul mercato.
Non esiste perché è poco, non ne prepara più di 2 kg. alla settimana, e agli altri lo si fa la settimana successiva.
Non esiste perché ogni volta, nella sua continuità, è diverso.

 

Il pesto di Roberto Panizza è la salsa della tradizione genovese, preparata con i migliori ingredienti:

  • Basilico Genovese dop
  • Olio della Riviera ligure
  • Aglio di Vessalico
  • Parmigiano Reggiano di Montagna
  • Fiore Sardo
  • Pinoli Nazionali
  • Sale di Trapani.

Ma gli ingredienti da soli non bastano, servono esperienza, competenza e amore e consapevolezza del risultato che si vuole raggiungere per realizzare il miglior “Pesto Che Non Esiste”. E’ realizzato da Roberto ogni settimana in quantità molto limitata.

 

 

 

#Mantova città dei quattro laghi…

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Mantova è una bellissima città , una delle più importanti città d’arte d’Italia , collocata nella pianura lombarda al confine con l’Emilia Romagna, che fa parte dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. La lungimiranza dell’amministrazione locale ha saputo preservare il centro storico e farne meta di un importante evento come il Festival della letteratura che ogni anno riscuote moltissimo successo.

Accanto alla città passa il fiume Mincio, attorno al XII secolo il corso del fiume venne modificato formando quattro laghi ( Superiore è il più grande dei tre , di Mezzo è più piccolo degli altri come estensione e volume ma è quello che raggiunge la profondità maggiore , Inferiore è il meno profondo tra i tre laghi avendo una profondità massima di solo 9 m e Paiolo che fu poi prosciugato alla metà del ‘700, così che la città di Mantova si trasformò in una penisola , L’etimologia del toponimo Paiolo rimanda a “parium” e al suo diminutivo “pariolum”, termini risalenti al latino medievale significanti bassura paludosa. A metà del 1700 il lago Paiolo, più incline a impaludarsi, fu prosciugato per rendere l’ambiente più salubre e in prospettiva consentire lo sviluppo urbanistico della città di Mantova, ormai troppo limitato dalla conformazione insulare. L’opera di bonifica fu comunque completata solo nel 1905.) attorno alla città per scopi difensivi, infatti vista da lontano Mantova sembra un’isola.
Tantissime le cose da vedere, legate alla presenza dei Gonzaga, come ad esempio Palazzo Te, Palazzo Ducale, Palazzo della Ragione, la Torre dell’Orologio, la Rotonda di San Lorenzo (è la chiesa più antica di Mantova, e ha una particolare forma cilindrica).

Palazzo Te Edificato e decorato tra il 1525 e il 1535, Palazzo Te è il capolavoro di Giulio Romano, artefice unico e geniale che lo concepì come luogo destinato all’ozio del principe, Federico II Gonzaga, e ai fastosi ricevimenti degli ospiti più illustri. All’interno, la Sala dei Cavalli, che deve il suo nome ai famosi e celebrati cavalli delle scuderie gonzaghesche rappresentati nel ciclo di affreschi, era destinata anticamente a balli e ricevimenti; la Sala di Amore e Psiche, che prende il nome dalla mitologica storia di Amore e Psiche con il ciclo di affreschi celebranti l’unione tra Federico II Gonzaga e Isabella d’Este; la Sala dei Giganti raffigurante la caduta dei giganti per mano di Zeus, con straordinari effetti prospettici e acustici; la Loggia di Davide, un salone all’aria aperta affacciato sulle peschiere, che prende il nome dalla volta decorata superbamente con le storie di Davide, con allusiva celebrazione di Federico II.

Teatro Bibiena Un piccolo gioiello di intrigante bellezza e fascino , tutto in legno , foderato di velluto rosso e attorniato da tanti palchetti; sembra di respirare ancora l’atmosfera di antichi concerti, di parole sussurrate, di sguardi “lanciati” …tra le note ; una vera piccola bomboniera.

Casa Del Rigoletto la piccola casa del Rigoletto, il Giullare che allietava le giornate dei Gonzaga, ha il suo fascino.

La sinagoga di Mantova “Norsa-Torrazzo” è la fedele copia di quella originale che sorgeva nell’area del vecchio ghetto adiacente ad una casa-torre (torrazzo) medioevale e che è stata demolita nel 1899. Il tempio prende il nome da una delle più antiche famiglie ebraiche di Mantova: i Norsa. Gli arredi sono quasi tutti databili intorno al Settecento. Sono stati riprodotti in modo fedele anche gli stucchi, in quanto quelli originali erano impossibili da staccare. Nell’edificio che ospita la sinagoga si trova la sede della comunità ebraica di Mantova, e l’Associazione culturale Mantova Ebraica. 

In parole povere ma ricche… Mantova :

“Un piccolo gioiello fuori dalle rotte del turismo di massa”

 

 

 

L’enogastronomia non puo’ mancare… ed ecco a voi le tre osterie mantovane interessanti :

Osteria Fernelli – cucina tipica a prezzi giusti . I piatti proposti sono quelli della tradizione mantovana, serviti con qualche dettaglio rivisitato ma sempre legati alla tradizione . In una strada del centro si apre questo locale semplice ma accogliente. Sia i camerieri che il proprietario molto gentili e disponibili .

osteria fernelli

 

Osteria da Bice la gallina felice – il nome tutto un programma… Posto molto carino, personale gentile … l’Osteria si trova in una via un po’ nascosta, tra Corso Vittorio Emanuele e Via Chiassi. La sala è piccola e quando è tutto pieno c’è un po’ di confusione ma la cucina merita … Cena buona , menù che segue la tradizione mantovana ma con un pizzico di fantasia grazie allo chef Stefania Berti…osteria bice

Osteria Lo Scalco Grasso – semplicemente eccellente , dove trovi  ricerca, passione e convivialità .  Mangiare qui è una vera e propria esperienza sensoriale. Un vero divertimento. All’ avanguardia dove trovi una cucina tipica  in ottica contemporanea . Realtà gastronomica molto particolare . Vanni è un padrone di casa attento e premuroso e fa sentire tutti ospiti speciali.

Vanni è chef , dopo la scuola è stato molto all’ estero (Londra, Parigi, Spagna, Austria, ecc.), ha lavorato sulle navi da crociera, ma ha passato molto tempo anche in una cucina mantovana, dove ha imparato molto sui piatti tradizionali.

Lo scalco grasso era il capo macellaio, quello che durante i banchetti tranciava la carne e, in base all’ importanza del taglio, la dava al Signore, o all’ ospite di riguardo, fino ad arrivare anche ad avvelenare i potenziali nemici (per questo erano famosi i Borgia).

osteria scalcograsso 3