L’uovo in camicia in un nido di zucchine e crudo

 

Con poco si possono creare interessanti piatti , ieri sera una zucchina , un uovo  e due fette di crudo e la cena è servita 🙂

Un uovo in camicia / poché alla francese per rendere una sobria cena creativa .

L’aspetto dell’uovo così cotto  :   tuorlo praticamente liquido / cremoso e l’albume solido che gli fa da guscio  ancora  morbido . 

 

Ed ecco a voi il Nido gustoso con poco  

Ingredienti :

  • 1 uovo medio fresco ( io sono fortunata ho le uova delle mie galline )
  • 0,300 l di acqua
  • sale e pepe q.b.
  • 1 zucchina media
  • 2 fette di prosciutto crudo Marco d’Oggiono Prosciutti 
  • 1 cucchiaio di aceto

Procedimento

  1. Versate  l’acqua e l’aceto in una pentola e fate bollire
  2.  prendete  1 tazzina da caffè   e foderatela con della pellicola trasparente , rompete  l’ uovo e mettetelo nelle tazzina  e chiudete con la pellicola facendo un piccolo  fagottino.
  3. Quando l’acqua sobbolle , mettete il gas al minimo, tuffate l’ uovo e lasciatelo cuocere  per 3 minuti circa .
  4. nel frattempo avrete tagliato a la zucchina a rondelle 1 cm circa e poi tagliate a a julienne  sempre da 1/1,5 cm ( tipo dei regoli da 6 quelli che si usavano una volta a scuola  ) e li fate scottare in una padella con un filo d’olio e sale per pochi minuti 5/6 massimo . ( restano tenerissime e non perdono i loro sali minerali )
  5. quando tutto pronto potete preparare il vostro piatto , adagiate le zucchine su un piatto piano e create un nido ,  poggiate le fette di prosciutto crudo e adagiate l’uovo in camicia
  6. decorate il piatto con pepe macinato grosso e sale nero di Cipro

 

 

Le “nonuova” strapazzate e la sfoglia trasparente al sapore di Silene Vulgaris

 

Avere una sorella intollerante / allergica al rosso d’uovo e all’albume ti porta a studiare novità a tavola anche durante i pranzi a festa . Come mangiare le uova a Pasqua senza far prendere l’antistaminico a chi non puo’ mangiarle ? Inventiamoci qualcosa di originale e sfizioso senza esagerare .

 

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Le ” nonuova” strapazzate 

 

Ingredienti :

  • 2 mozzarelle di latte vaccino
  • 3 fette spesse mezzo centimetro di Bresaola “LA DOLCE TACCHINA® ” leggermente affumicata  #MdO 
  • finta maionese allo zafferano ellenico 

Prendete la mozzarella e fatene una tartare non troppo fine e lasciatela riposare in un colino .

Fate a cubetti le fette di Bresaola la “Dolce Tacchina® ”

Mettete a bagno in 10ml di latte caldo 5 pistilli di Zafferano Ellenico e attendete che si colori di giallo intenso . Nel frattempo in un contenitore mettete : 50ml di olio di semi di mais , 15ml di latte , 1 cucchiano di aceto di vino bianco , sale q.b. e appena pronto unite il latte allo zafferano e con il frullatore a immersione montate la finta maionese .

Prendete un bicchiere da amaro / stile coppa di champagne e fate 3 strati :

  1. finta maionese allo zafferano
  2. cubetti di Bresaola la “Dolce Tacchina® “
  3. tartare di mozzarella

Per decoro mettete qualche cubetto di la “Dolce Tacchina® ” , una quenelle di maionese #senzauova allo zafferano , pepe e origano .

 

Per rendere l’antipasto più sfizioso eccovi l’altra ricetta , Sfoglia trasparente al sapore di Silene Vulgaris

 

Ingredienti :

  • sfoglia trasparente al sapore di silene vulgaris
  • dischetti di Bresaola la “Dolce Tacchina® “
  • maionese #senzauova con Silene Vulgaris

 

 

Per la sfoglia : mettete a lessare un’etto di Silene Vulgaris in 80 ml di acqua e sale . A cottura ultimata filtrate l’acqua e tenetela nel pentolino di cottura ed aggiungete e fate sciogliere una punta di cucchiaino di Agar Agar . Su un vassoio liscio e senza bordi fate scivolare l’acqua creando uno strato sottile e omogeneo . Dopo circa 2/3 minuti il liquido si solidifica e con un coppapasta potete creare i dischetti di sfoglia.

Con un coppapasta leggermente più piccolo create dalle fette di Bresaola la “Dolce Tacchina® ” e adagiatele sopra la sfoglia trasparente .

La maionese #senzauova con Silene Vulgaris è facile da farsi :  50ml di olio di semi di mais , 25ml di latte , 1 cucchiano di aceto di vino bianco , sale q.b. e appena pronto unite la Silene Vulgaris precedentemente tritata e mescolate per ottenere un colore omogeneo.

Create una quenelle con la maionese #senzauova e decorate con una foglia di Silene Vulgaris e petali di la “Dolce Tacchina® “.

 

 

nonuova strapazzate e la sfoglia trasparente alla silene vulgaris

 

Abbinamento perfetto by Il Farneto  novità conosciuta a Vinnatur .

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Per accompagnare una novità Frisant Bianco : da uve di Spergola . Vitigno autoctono molto antico , presente in Emilia-Romagna nell’area dei Colli di Scandiano e Canossa fin dal XV secolo. E’ un vitigno che sembrava condannato all’estinzione , ma che alcuni assennati viticoltori hanno provveduto a salvare. Nella versione frizzante presenta un colore giallo paglierino intenso con un delicato profumo di fiori bianchi e un gusto fragrante, dotato di armonico equilibrio acidulo.

 

 

 

 

la pizza che non ti aspetti

 

Gallette di Riso rosso integrale #zaccaria  , passata di pomodoro , mozzarella e prosciutto crudo Marco d’Oggiono Prosciutti . Il riso integrale rosso ha un elevato valore nutrizionale ed è ricco in antiossidanti. Ideale per un’alimentazione sana, ricca ed equilibrata.

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Tornando da Indentità Golose 2017 , ho voluto mettere in reale quanto pensato davanti alle gallette di riso rosso dell’ Azienda Agricola Zaccaria Silvio .

 

La pizza che non ti aspetti :

  1. galletta di riso rosso
  2. passata di pomodoro 25 ml
  3. agar agar q.b.
  4. capperi 5
  5. prosciutto crudo Marco D’Oggiono
  6. mozzarella in tartare
  7. origano q.b.
  8. sale nero di cipro q.b.

 

la passata di pomodoro l’ho resa solida con l’agar agar , ho messo in un pentolino la passata di pomodoro , sale , capperi  e mezzo bicchiere d’acqua . Ho portato fatto restringere la passata di pomodoro e ho aggiunto l’agar agar . Ho messo in un coppa pasta del diametro identico della galletta di riso la passata di pomodoro. Si è solidificata abbastanza in fretta , aspetto che si raffredda e poi la posiziono sulla galletta e creo a mio piacimento come farcirla .

Io ho usato quello che avevo nel frigorifero  in quell’istante , ho reso a tartare la mozzarella , ho fatto una rosellina con il crudo e ho fatto una spolverizzata di origano e sale nero di cipro .

La mia pizza che non ti aspetti è pronta .

Abbinamento perfetto o quasi ,  avevo una bottiglia di bollicine  NAOLTA* , un vino frizzante nato come omaggio alla tradizione di far rifermentare il vino in bottiglia dopo Pasqua seguendo le lune.  E’ un 100% Glera, rifermentato sui lieviti come una volta.  Prodotto in piena area del Prosecco DOCG . Ogni anno è diverso , regala una bella freschezza. Ha un profumo fruttato  , la polpa della pera è il suo must anche se ha un leggero gusto amaro del luppolo quasi che i lieviti siano stati contaminati dalla parte erbacea . 

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prodotto dall’ Azienda Agricola Fiorin Silvia 

 

 

 

Cotoletta di portobello

Un piatto della tradizione vegan che è piaciuto un sacco anche a me e ho deciso di prepararlo anche  a casa . Dopo i corsi di cucina è bene mettersi ai fornelli e preparare quanto si è appreso , e grazie a Teatro7Lab che incuriosisce sempre la mia voglia di novità.

Un’ interessante corso quello dello Chef Michele Maino che è stato molto apprezzato dalla sottoscritta seppur non vegana.

Ricetta semplice ma d’effetto : COTOLETTA DI PORTOBELLO 

Ingredienti per 4 persone :

  • 4 funghi portobello
  • farina 00 q.b.
  • latte di soia
  • panko q.b. ( panatura giapponese )*
  • olio di arachidi
  • olio extravergine d’oliva

 

* il panko, cioè il pangrattato giapponese, ha una consistenza granulosa e croccante. Queste sue caratteristiche fanno in modo che sia particolarmente amato dagli chef per impanare la carne o il pesce, ottenendo una panatura più leggera e croccante rispetto a quella del pangrattato normale. Il panko reperibile in commercio viene prodotto seguendo un procedimento complicato: come è stato descritto da un produttore, viene ricavato da un impasto ad alto contenuto proteico con tripla lievitazione, cotto per mezzo dell’energia elettrica allo scopo di evitare la formazione di una crosta. È una procedura un po’ ambiziosa per un semplice progetto casalingo, ma è possibile ottenere un risultato abbastanza simile all’originale usando una normalissima pagnotta e il forno. Il segreto è creare delle scaglie grossolane, anziché una polvere fine.

 

Pulite i funghi togliendo il gambo e rifinendo un po’ il bordo per renderlo piatto e procedete con la panatura all’inglese . L’impanatura all’ inglese è quella più raffinata perché si ottiene un’interessante crosticina alla fine .

Passate i funghi ben asciutti  nella farina setacciata , eliminante gli eccessi con piccoli colpi della mano. Immergete quindi i funghi nel latte di soia  e un filo d’olio d’oliva ; sgocciolare con cura e  tuffate i funghi sul panko, impanandoli e facendolo ben  aderire su entrambi i lati .

Friggete i funghi uno alla volta in abbondante olio di arachidi fino a doratura .

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Cotoletta #vegan ( funghi Portobello ) su letto di indivia belga #veganfood

 

 

Ravioli trasparenti alla birra

 

La curiosità , la voglia di sperimentare mi hanno portato a mettere in pratica un’idea che da tempo volevo fare . Ed eccomi alle prese con i ravioli trasparenti alla birra I Hop(e) is Noel by Birrificio Hibu .

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Non è facile , ma nemmeno difficile , bisogna solo ideare la ricetta e studiare i giusti abbinamenti. La Birra in questione è una  una Strong Amber Ale  in versione Christmas dalla struttura importante e un buon grado alcolico .  I profumi e i sapori spaziano dal malto , alla scorza d’arancia, al cardamomo, allo zenzero e al pepe rosa . Assaggiandola ho pensato che il salmone selvaggio sarebbe stato interessante da abbinare .

Eccovi la ricetta :

Per la “sfoglia” : 

  • 200 ml di Birra I Hop(e) is Noel
  • 300 ml di acqua
  • 3 gr di agar agar  ( una polvere  ottenuta dalla lavorazione delle alghe rosse . Viene utilizzato come gelificante naturale all’ interno di molte preparazioni . E’ un polisaccaride che non altera in nessun modo il sapore delle pietanze in cui viene utilizzato e non è calorico ) .

 

Per la maionese senza uova : 

  •  50 ml di Olio di girasoli
  • 30 ml di latte intero
  • sale q.b.
  • 1 cucchiaino di aceto bianco
  • 100 gr di salmone selvaggio che rendiamo per 70 gr  in crema e per 30 gr a fiammifero

 

Mettete  in una bicchiere una parte di acqua dove mettete a sciogliere la polvere di agar agar che poi unirete al quantitativo di acqua e birra in un tegame in una pentola l’acqua e la birra .

Portate a bollore il liquido per almeno 3/5 minuti . Una volta spento il fuoco si puo’ versare il tutto su una superficie piana con i bordi non troppo alti e lasciarlo raffreddare. ( creare una sorta di sfoglia come quella dei ravioli ) . L’agar agar si solidifica col freddo, ma fate attenzione a non raffreddare troppo velocemente il liquido, magari mettendolo in freezer, il composto potrebbe formare grumi.

Lasciate raffreddare per almeno un 15/20 minuti e poi potete procedere con uno stampo ravioli rotondo in legno e acciaio a tagliare la “sfoglia” trasparente .

Prendete la “sfoglia” trasparente tagliata e usate una parte come base  e una parte per coprire il ripieno .

Per il ripieno bastano pochi passaggi :

  • preparate preparate la finta maionese mettendo nel contenitore del mixer l’ olio , il latte , il sale e l’ aceto e montate fino ad ottenere una crema morbida non troppo densa . Aggiungete il trito di salmone selvaggio e mescolate con un cucchiaio per amalgamare il tutto.

 

Aggiungete sulla base della ” sfoglia”  un mezzo cucchiaino di finta maionese al salmone selvaggio e coprite il tutto con l’altra parte di sfoglia , adagiate un fiammifero di salmone  e il vostro raviolo trasparente è pronto per essere servito.

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Ottimo come piatto di benvenuto , antipasto leggero e sfizioso , oppure come secondo accattivante.

 

 

 

 

 

 

Polentina di riso nero , crema di ricotta e mandorle , calamari ripieni e paccheri

Un piatto sfizioso e completo per il pranzo della domenica in famiglia  .

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andiamo a fare la spesa  :

al banco del pesce calamari 1 Kg già puliti 
dal fruttivendolo zucca 800 gr – cavolo nero 250 gr – patate 250 gr
dal produttore al consumatore : Il Nero di Goio  riso nero 160 gr
dal produttore al consumatore : cipolla di Alife  ( Alberto Sasso ) 40 gr
dalla dispensa di casa : pecorino grattugiato – alloro – sale – pepe bianco – ricotta 150gr e petali di mandorle 20gr – pepe nero – 16 paccheri – 2 fette di La collinetta Marco D’Oggiono Prosciutti 
dalla cucina : brodo vegetale ( preparato con una zucchina / una carota / sedano )
dal produttore : olio extravergine di oliva Centonze 
ripieno

la versione senza paccheri e crema di ricotta 

mettiamoci all’opera :
  • rendiamo i chicchi di riso nero in farina , mettiamolo nel frullatore / macina caffè , passiamolo più volte al setaccio ( con un colino a trama fine ) e poi ripassiamolo nel frullatore fino ad avere una grana fine
  • puliamo  il cavolo nero, eliminiamo la costa centrale , tagliamolo  e cuociamolo in acqua bollente salata con 1 foglia di alloro per circa 5 minuti ; scoliamolo tenedo da parte l’acqua di cottura che ci servirà eccome se ci servirà
  • Sbucciamo le patate, tagliamole a fettine sottili e mettiamole per 3/4 minuti  nell’acqua di cottura del cavolo.
  • Mondiamo la zucca, priviamola dei semi e della buccia, e tagliamola  a tocchetti ; tritiamo la cipolla .
  • Rosoliamo  la cipolla tritata in una casseruola con 2 cucchiai di olio , aggiungiamo la zucca , un pizzico di sale, una foglia di alloro, un mestolo di brodo vegetale e un paio di macinate di pepe bianco; cuociamo per  una ventina di minuti con la casseruola coperta , quindi aggiungiamo il cavolo nero, le patate e un mestolo dell’acqua di cottura del cavolo;
  • proseguiamo  la cottura a fiamma vivace per altri 5 minuti , mantechiamo le verdure con un cucchiaio abbondante di pecorino grattugiato, aggiungiamo una macinata di pepe e lasciamo raffreddare quello che sarà il ripieno dei nostri calamari .
  • Riempiamo i calamari con 2 cucchiai di ripieno e chiudiamoli con i ciuffi di tentacoli, fissati con uno stecchino.
  • Rosolate a fiamma vivace in una casseruola i calamari ripieni con un filo di olio un minuto per lato, quindi abbassate la fiamma al minimo, unite un cucchiaio di pecorino grattugiato, 2 mestoli di acqua di cottura del cavolo e facciamo cuocere per 40 minuti abbondanti
  • Portiamo a ebollizione un litro di acqua, uniamo un filo di olio, una pizzico di sale e la farina di riso nero ; mescoliamo con una frusta e facciamo cuocere per 15 minuti così da creare la polentina di riso nero che sarà la base del nostro piatto .
  • In un tegamino creiamo con la ricotta , le mandorle e un filo d’olio una crema morbida di ricotta a cui aggiungiamo del sale e una macinata di  pepe nero
  •  Mettiamo la polenta di riso su un piatto di portata, con un sac à poche mettiamo la crema di ricotta e mandorle , adagiamo sopra i calamari ripieni e i paccheri con sfilaccini di Collinetta