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Le cozze al blu di capra e gorgonzola piccante

Il formaggio e le cozze  una buonissima eccezione che conferma la regola . Ero scettica ma ho voluto provare ed è stata una bella sorpresa , una delizia di ricetta .

 

Ingredienti per 4 persone :

  • Cozze: kg. 1,5 ;
  • Blu di capra stagionato : g 70
  • Gorgonzola Piccante : g 30
  •  Scalogno : 1;
  • Panna fresca: cl. 75;
  • Vino bianco secco: cl. 50;
  •  Burro: una noce;
  • Prezzemolo tritato: un cucchiaino colmo;
  • Sale e Pepe: q.b.

Risultati immagini per gorgonzola stagionatoRisultati immagini per erborinato di capra stagionato   Risultati immagini per sacchetto di cozze

  • Prima di tutto occorre pulire e far spurgare le cozze in acqua e sale per almeno un’ora e mezza . Per chi ha poco tempo sono in vendita quelle surgelate che 8/10 minuti sono pronte per essere spadellate
  • tritate lo scalogno e sbriciolate il  formaggio aiutandovi con una forchetta
  •  fate soffriggere lo scalogno con il burro in una padella antiaderente
  • Quando il soffritto sarà ben appassito aggiungete il Blu di capra , il gorgonzola piccante  sbriciolato e la panna
  • Mescolate con una paletta in legno fino ad avere un composto omogeneo
  • Aggiungete il prezzemolo tritato e mettete da parte
  • In un’altra padella fate cuocere le cozze con il vino e il pepe fino che si aprono
  • Filtrate l’acqua di cottura delle cozze con un colino a trama fitta o un panno di lino e versartela nella salsa al blu di capra e al gorgonzola piccante
  • Fate restringere sul fuoco la salsa fino ad ottenere una salsa uniforme.
  • Versate la salsa calda sulle cozze aperte e servite subito

 

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La Franciacorta e le sue famose bollicine

 Il fascino del terroir  FRANCIACORTA 

Che cos’è il Terroir : un termine che nasconde non solo qualità uniche e specifiche di un vino ma anche enormi interessi commerciali, un fattore spesso usato per pura speculazione piuttosto che per la reale qualità di quello che si trova in bottiglia.  Il concetto di terroir comprende  generalmente le condizioni che si creano in base al clima, morfologia del terreno, altitudine ed esposizione, caratteristiche geologiche del suolo e degli elementi minerali e organici che lo compongono, drenaggio dell’acqua, popolazione dei lieviti “indigeni” tipici del luogo e, non da ultimo, le pratiche e la cultura enologica adottata nella produzione. 

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Le origini storiche, il metodo di produzione e la magia delle bollicine del Franciacorta s’intrecciano così con la bellezza del territorio d’origine, dove l’evoluzione della vite, la maturazione delle uve e i lavori nei vigneti avvengono in un paesaggio punteggiato da ville, castelli e abbazie sullo sfondo delle torbiere del Sebino e del lago d’Iseo.

Lunedì 7 Novembre  un eccezionale evento organizzato dalla delegazione AIS Milano  avente come focus l’esplorazione delle nuove tendenze della Franciacorta nelle eleganti sale del The Westin Palace Milano . 

La serata è stata condotta da Nicola Bonera , già Miglior Sommelier d’Italia AIS nel 2010 e anche grande esperto di vini prodotti con Metodo Classico: egli ha prima introdotto le caratteristiche della Franciacorta a 360° con una panoramica che ha compreso l’aspetto geologico, quello legislativo ed anche quello commerciale, sottolineando i cambiamenti che hanno contraddistinto i tempi più recenti soprattutto a livello stilistico, come i dosaggi più bassi e la tendenza a produrre etichette usando interamente un solo vitigno, che nella quasi totalità dei casi è Chardonnay o Pinot Nero.

Poi è toccato ai produttori presenti , la new generation a farla da padroni ed eccoli : 

 

1701 cantina biologica in Franciacorta   sono Silvia  e Federico Stefini   con la loro filosofia

  LA RISCOPERTA DEL VALORE DELLA VITA
E DELLO SCORRERE DEL TEMPO,
L’AGRICOLTURA CHE È ALL’ORIGINE
DI TUTTO, LA SPONTANEITÀ
E LA CRESCITA NON FORZATA,
LA SCELTA BIOLOGICA E BIODINAMICA
COME APPROCCIO ALLA VITICOLTURA
E FILOSOFIA DI VITA, LA COMPRENSIONE
DI CIÒ CHE UN TERRITORIO
PUÒ ESPRIMERE ATTRAVERSO
LA VALORIZZAZIONE DELLE SUE
BIODIVERSITÀ, LA CULTURA DEL VINO
CHE SI APPRENDE INTERIORMENTE,
TRAMITE IL GUSTO E I SENSI

Risultati immagini per sullerba 1701Sullerba –  VINO SUR LIE ottenuto dalla vinificazione di uva chardonnay in acciaio e anfora con l’utilizzo di lieviti indigeni. Rifermentato in bottiglia con il mosto delle stesse uve. E’ imbottigliato senza microfiltrazione, per questo mantiene in sospensione una buona percentuale di lieviti. Non dosato. Non sboccato. Non filtrato. Varietà delle uve: Chardonnay 100%, dai nostri vigneti
lavorati secondo i principi dell’agricoltura biodinamica. Produzione: 3.000 bottiglie.
Metodo: classico. Vinificazione: 9 mesi di prima fermentazione in vasche d’acciaio e anfora di terracotta. Minimo 12 mesi di rifermentazione in bottiglia utilizzando il mosto di Chardonnay

 

 

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Cantine Biondelli – Il cuore della Franciacorta aperto al mondo . La proprietà della Famiglia Biondelli appartiene al territorio di Bornato, un antico borgo sito nel cuore della Franciacorta. L’azienda agricola, che comprende diversi terreni, ha il suo centro in una cascina cinquecentesca edificata di fronte allo storico castello medioevale di Bornato (oggi Villa Orlando) e all’inizio della splendida Valle del Longarone racchiusa tra gli abitati di Bornato, Cazzago San Martino e Calino. Joska Biondelli ha raccontato la sua storia, ovvero che sette anni fa decise di tornare a vivere in Italia per diventare produttore di vino: Joska infatti nella sua vita precedente era un “head hunter” e lavorava a Londra nella City, ma ad un certo punto il richiamo della sua terra nativa fu più forte, e stabilì di trasformare l’attività agricola di conferitori di uve per diventare produttore, ed è nata quindi ufficialmente la cantina nel 2010 .

 

ImageBiondelli Satèn ha subito mostrato la sua anima floreale, elegante e diritta, evidenziata dal consueto basso dosaggio .Chardonnay 100% – Affinamento in bottiglia per la presi di spuma per un minimo di 24 mesi dopo il tiraggio

 

 

 

 

Biondelli Brut Millesimato “Premiére Dame” 2011 dosaggio zero  Image

“Premiére Dame” perché si fa desiderare e si produce solamente nelle annate che lo consentono .Viene prodotto  senza aggiunta di zuccheri e liqueur .  L’etichetta ” black” sottolinea la sua grinta e il sapore di liquirizia . le uve provengono da due vigneti, Nave e Paini , capaci di imprimere ai vini rispettivamente struttura e freschezza.

 

 

 

 

 
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Arcari+Danesi – nasce nel 2006 da un’idea maturata 10 anni prima  da Giovanni Arcari e Nico Danesi .

Quando c’è il sole si vedono gli appennini e la pianura non sembra così grande
Se ci sono le nuvole il vigneto sembra sospeso.
C’è anche una pianta di cachi
Una vecchia biscia
Dei falchi
I rumori della strada, la strada che percorriamo, le strade che conosciamo, i ponti che attraversiamo
Ci sediamo sulla roccia e ne apriamo un’altra Giovanni e io.

Nico

La cantina ha sede nel comune di Coccaglio ed è ricavata nella roccia del versante sud del Montorfano, rilievo geologico che definisce il confine meridionale del territorio franciacortino.  Gli ettari lavorati sono complessivamente cinque, la maggior parte dei quali coltivati a chardonnay, a seguire Pinot Nero e solo una piccola percentuale a pinot bianco. Essi attualmente si trovano nel comune di Coccaglio, terrazzati nei pressi all’azienda, e Capriolo.

In degustazione un Satèn 2012 Arcari+Danesi  prima espressione disponibile del loro modo d’intendere il territorio. Diverso il metodo che vede la fermentazione del mosto fiore, ottenuto da uve giunte a perfetta maturazione, senza aggiunta di ulteriori zuccheri. Così abbiamo un Satèn dove accanto a un naso fine e pulito, si coglie il patrimonio aromatico del frutto . 

Alla vista, color giallo paglierino brillante, con perlage fine. Il naso regala nuances di mela, di fiori bianchi e di agrumi, con una netta nota minerale. Al palato, il gusto è avvolgente ed equilibrato: si sviluppa con bella pulizia e tensione, con un finale di mandorla.

 

 

Giovanni Arcari ci racconta che  dal 2008 iniziano a produrre Franciacorta con il metodo solouva (senza zuccheri esogeni). Il metodo si fonda su un semplice concetto: l’uva è un frutto e come tale va raccolto al momento della sua maturazione. La vendemmia avviene quando l’uva è fenologicamente matura quindi, rispetto ad un metodo classico dove la raccolta è forzata dall’ uomo a maturità tecnologica (cioè si raccoglie l’uva in funzione del livello di acidità e del grado zuccherino) quella del metodo solouva è posticipata. Dopo la vendemmia, la pressatura avviene in modo soffice, per preservare al massimo l’acidità del mosto. In tutte le fasi di vinificazione – nella fermentazione primaria, secondaria e nell’aggiunta di eventuale sciroppo di dosaggio – si utilizza zucchero autoprodotto (sotto forma di mosto congelato) con il fine di ottenere un prodotto che sia l’espressione naturale del frutto, senza dover utilizzare zuccheri esogeni (saccarosio o mcr). 

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Solouva  è una nuova azienda che fa parte del gruppo ” Terra , Uomo , Cielo “  capitanato da Giovanni Arcari ,  che crede nel terroir e nella sua Franciacorta

Azienda Agricola SoloUva di Andrea Rudelli & C. Andrea  gestisce un ettaro e mezzo a Chardonnay ad Erbusco, dal quale ricava 10.000 bottiglie di una sola tipologia di metodo classico dalle caratteristiche tecniche piuttosto particolari: la fermentazione viene bloccata (grazie al freddo) nel momento in cui il mosto ha ancora gli zuccheri residui necessari ad ottenere la sovrapressione in atmosfere e i gradi alcolici richiesti. A questo punto, per la rifermentazione in bottiglia, si aggiungono solo i lieviti sui quali ci sarà un riposo di 30 mesi .

E’ un metodo pensato per il territorio .  I Franciacorta creati con questo processo sono vini prodotti senza l’aggiunta di componenti estranei all’uva (zucchero di canna), vini che colpiscono per la ricchezza di frutto e struttura, caratteristiche che si possono certamente attribuire alla vendemmia di uve mature. Con lo sviluppo e l’evoluzione del metodo SoloUva, è emersa una nuova categoria di Franciacorta.Sono Franciacorta diversi. Rappresentano una nuova e pura espressione del territorio e sono la manifestazione della nostra sensibilità per la Franciacorta che invitiamo tutti a visitare per scoprirne le bellezze, il paesaggio, la gente e naturalmente i vini. 

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backgroundMonte AltoTra i profumi del mosto nasce l’amicizia di Alberto e Davide, che da subito condividono l’indomabile necessità di scoprire, approfondire e migliorare le proprie conoscenze nel mondo del vino attraverso affascinanti viaggi nei migliori e più vocati territori viticoli italiani ed internazionali. Dalla Toscana alla Puglia, dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia, dalla Champagne alla Borgogna passando per la valle della Loira, il Sud Africa e la Nuova Zelanda; fino a al giorno in cui, dopo diversi anni di esperienza nel settore enologico, decidono di intraprendere la strada che li porterà alla realizzazione del loro progetto.
È così che, a giugno 2014, nasce Monte Alto.

Assaggiamo i loro vini rossi … mi intrigano queste bottiglie no bolle anche se giovani🙂

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Sebino IGT Barbera 2015 – una Barbera in Franciacorta che viene vendemmiata ad inizio ottobre, cernita e con raccolta manuale delle uve . Una Barbera diretta e semplice che nel suo piccolo regala emozioni .

 

 

 

 
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Sebino IGT Càlem 2014 (50% Nebbiolo e 50% Cabernet Sauvignon)   – Il “Càlem” è un prodotto che nasce dalla volontà di esprimere il territorio di origine attraverso un assemblaggio inconsueto nella zona di produzione in cui ci troviamo.
Lo slancio, il carattere e la personalità di questa area della Franciacorta ci permette di dare un’interpretazione parallela e personale al nostro territorio.
La particolare composizione calcarea del suolo e l’esposizione a nord – est del vigneto generano una persistente mineralità e una notevole escursione termica, che si traduce in un ottimo equilibrio.
Da questo assemblaggio, la struttura del Cabernet cede il passo all’eleganza del Nebbiolo il cui tipico bouquet ricorda i frutti rossi, tra cui l’amarena e la ciliegia. In dialetto locale, “Càlem”.

 

 

 

 

Una bella ed interessante degustazione .

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Zuppa di cipolle alla francese

 

Zuppa di cipolle alla francese:

Ingredienti per 4 persone

  • 3 cucchiai di burro non salato
  • 4 cipolle  ( io ho usato la cipolla alifana dolce e discreta )
  • 1 spicchio d’aglio tritato
  • 3 cucchiai di farina 00
  • ¾ tazze di vino bianco
  • 6 tazze di brodo
  • 1 bouquet garni
  • 1 cucchiaio di sherry
  • 12 fette di baguette o di pan carré
  • 1 e ½ tazza di gruyère grattugiato

 

  • Fate fondere il burro a fuoco dolce in una casseruola a fondo spesso e cuocete le cipolle tagliate a fettine sottili per 20 minuti. Le cipolle devono risultare ben caramellate .

 

 

  • Aggiungete l’aglio e a pioggia la farina, stando attenti che non formi dei grumi (potete aiutarvi con un colino che la setaccia e la rende uniforme) e cuocete rimescolando per 1-2 minuti a fiamma dolce.
  • Aggiungete il vino bianco e rimescolate finché la farina sarà completamente incorporata
  • Portate a ebollizione e versate il brodo

  •  aggiungete  un mazzetto di erbe aromatiche composto da 3 rametti di prezzemolo, 2 rametti di timo e 1 foglia di alloro ( bouquet di garni )  il sale ed il pepe .

 

 

  • abbassate la fiamma e lasciate sobbollire per 30 minuti con coperchio , eliminando il grasso che si forma in superficie
  • Versate lo sherry ed intanto tostate le fette  di baguette e sistemane una per ogni cocotte  che possa andare in forno
  • Versate sulle fette di pane la zuppa e subito dopo il formaggio gruyère grattugiato
  • Passate al grill finché il gruyère si fonde.

 

Ho abbinato un vino interessante e molto intrigante , Ca’ Del Vent – Curtefranca bianco 2011 Tamerlano *,  che ha saputo giocare sul dolce delle cipolle e dare la giusta pulizia in bocca ,  ha un giusto equilibrio  esalta la dolcezza e la pungenza del pepe .  Le durezze di questo vino ( acidità e sapidità ) hanno ben legato con le componenti morbide del cibo ( dolce e grassezza ) .

*Chardonnay  in purezza da vigne del 1972 , coltivate con approccio biodinamico, su suolo ricco in calcare attivo e altri minerali. Cura manuale e personalizzata delle piante al fine di concentrare nei grappoli l’energia di terra, sole e dei vignaioli. Fertilizzazione a base di cornoletame, essenze spontanee presenti in vigna e humus autoprodotto.

 

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Risotto all’uva fragola

Settimana scorsa abbiamo raccolto la poca uva fragola dell’ unico piede franco che ho in Collina sul terrazzo di casa mia , purtroppo quest’anno è stata sballottata perché ho rifatto il terrazzo .  E come ogni anno , non puo’ mancare il risotto all’uva fragola ,  così gustoso che non ha bisogno né di burro, né di parmigiano . 

Ingredienti (per 4 persone)
320 g di riso carnaroli ( Distretto Rurale Riso )
350 g di acini di uva fragola + alcuni per decorare
brodo vegetale q.b
1 cipolla di Alife
olio e.v.o. q.b

Procedimento

Mettete gli acini dell’uva fragola nel bicchiere del frullatore a immersione frullate bene e passate il tutto in un colino premendo con un cucchiaio fino a quando non esce più succo .

Tritate sottilmente la cipolla di Alife e fate appassire in un tegame con un po’ di olio.
Versate il riso, fate tostare mescolando continuamente e quando sarà trasparente, versate metà del succo di uva fragola ottenuto , amalgamate al riso , versate poi il brodo caldo, continuate a versarlo mano mano che si asciuga, senza farlo asciugare troppo.
Cinque minuti prima di finire la cottura aggiungete l’altra metà di succo d’uva, regolate di sale e portate a cottura.
Togliete dal fuoco e fate riposare 2 minuti prima di servire.
Servite caldo decorando con chicchi d’uva .

Orticolario sempre più interessante…

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Orticolario è una bella idea e Villa Erba a Cernobbio non poteva essere cornice migliore per questa manifestazione che incuriosisce grandi e piccini .L’esperienza Orticolario è da vivere , va fatta propria in ogni angolo del proprio giardino piccolo o grande che sia .

Il concetto di giardino evoluto è molto chiaro e di facile intuizione , un giardino naturale ha assai di evoluto nel suo DNA . L’evoluto sta nel rispetto delle piante spontanee , del luogo dove esse si trovano.

Orticolario è un intreccio unico e particolare tra arte e paesaggio, botanica e design .

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IL RISVEGLIO….
OLTRE 23.000 VISITATORI PER L’OTTAVA EDIZIONE DI ORTICOLARIO

Con oltre 23.000 visitatori, Orticolario si conferma uno degli eventi più apprezzati e amati dagli appassionati di giardino.

 

“In questa ottava edizione, Orticolario ha confermato la sua vocazione internazionale – commenta Moritz Mantero, presidente di Orticolario -: non solo per la presenza di vivaisti ed espositori stranieri, ma anche per il crescente numero di visitatori provenienti dalla Francia, dalla Svizzera tedesca e dall’Inghilterra. Senza dimenticare che il vincitore del premio “La Foglia d’Oro del Lago di Como” è giapponese: Satoru Tabata (di Enzo), che con lo Spazio Floema ha realizzato il progetto “Vedere con le orecchie, ascoltare con gli occhi”. Anche il paesaggista spagnolo Fernando Caruncho, insignito del premio “Per un giardinaggio evoluto”, è rimasto affascinato da Orticolario. Evidentemente il progetto di Orticolario, che unisce la passione per la natura, l’arte e il design in una cornice di bellezza ed eleganza, riesce a suscitare grandi emozioni”.

 

Un pizzico di Orticolario visto da me

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un classico : spaghetti colatura d’alici e bottarga

Una ricetta classica ma d’effetto . La colatura di alici fatta bene e lasciata maturare per il tempo che serve (non meno di 18 mesi) ha una sua rotondità, una dolcezza che non ti aspetti. La bottarga Avgotaraho , la bottarga degli Dei ricavata dalle uova di cefalo ha un gusto unico e delicato, possiede proprietà energetiche ed è lavorata come nell’antica Grecia .

Acquapazza Gourmet è una piccola azienda artigianale nata a Cetara da 5 soci uniti dalla passione per la tradizione legata ai prodotti del mare ed in particolare per la lavorazione di uno dei prodotti simbolo del paese: la Colatura d’Alici.

Acquapazza Gourmet produce, secondo metodi antichi e tradizionali, piccole e preziose quantità di Colatura, rispettando i tempi di stagionatura del prodotto, invecchiato in botti di castagno e ottenuto esclusivamente da alici pescate nel golfo di Salerno.

«La bottarga di cefalo – come evidenziato da alcuni recenti studi condotti all’Università di Atene – è un alimento ricco in micronutrienti come il ferro, il selenio, le vitamine A, B, C, E ma soprattutto i preziosissimi grassi polinsaturi omega 3, molecole dal noto potere cardioprotettivo e antiossidante. Mio padre è la prova vivente che mangiare regolarmente bottarga aiuta a rimanere in forma – commenta sorridendo il signor Trikalinos – a 85 anni è ancora un campione di salute e non ha nessuna intenzione di cedermi per davvero le redini dell’azienda di famiglia…»

Spaghettoro – L’ oro prezioso per una pasta preziosa… L’impasto attraversa l’oro con dolcezza, l’attrito è mitigato rispetto al bronzo ed ecco che la porosità della superficie dei formati trafilati in oro è diversa, maggiore ma anche provvida di profumi e croccantezza. Questi gli aspetti principali, ma non i soli se altri grandi protagonisti della nostra cucina, primo tra i primi Moreno Cedroni, hanno scelto di ospitare Spaghettoro e Fusilloro nelle loro pregiate e meravigliose cucine. Alessandro Seccia, amico di famiglia di Francesca, maestro orafo in Pescara, è stato prezioso per la realizzazione di questo progetto unico al mondo. Unico al mondo per ora, in quanto di difficile realizzazione, ma l’Italia è terra di artigiani e la maestria porta alla realizzazione dei sogni.

Ed ecco la ricetta facile ma da leccarsi i baffi : 

Ingredienti (per 4 persone)

400 gr di SPAGHETTORO *
1 etto circa di bottarga di muggine in baffe
2 cucchiai di colatura di alici
4 cucchiai di olio e.v.o.
prezzemolo
pepe

Fate cuocere al dente gli spaghetti in acqua non salata . 

Nel frattempo, in una ciotola abbastanza grande create un emulsione con la colatura di alici, l’olio evo, il prezzemolo, il pepe bianco, e la bottarga fresca grattugiata ( ricordatevi di tenerne da parte qualche lamella ) .
Scolate gli spaghetti , aggiungete un mestolo di acqua di cottura nella ciotola e mescolate fino a rendere cremoso il tutto.
Decorate con lamelle di bottarga e del prezzemolo tritato. 

 

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Ho voluto azzardare un abbinamento : EUGHENOS RAGGIO DI LUNA ROSATO TERRE AQUILANE IGT – dell’azienda agricola Di Cato , un vino che ha  estrema eleganza e dolcezza Il velluto che non ti aspetti.  E ‘un vino con carattere versatile e dalla grande freschezza minerale .

D’estate anche fresco è delizioso , mi raccomando non freddo