L’UOVO SCOMPOSTO

Volete stupire i vostro ospiti con un benvenuto speciale e d’effetto ?  Io l’ho fatto , l’ 8 marzo , per le donne di casa FRIGERIO  .

 

Mimosa salata , pronta in pochi minuti e di facile realizzo.

INGREDIENTI per 4 persone :

  •  UOVA FRESCHE  3
  • OLIO EVO Q.B.
  • ERBA CIPOLLINA Q.B.
  • SALE E PEPE Q.B.
  • pistilli di Zafferano Padano
  • PEGITUNT – Strachitunt affinato nelle vinacce di Moscato di Scanzo dell’  Azienda Agricola Pecis – Gigi formaggi  e i suoi affinamenti #moscato #moscatodiscanzo #pecis #bergamo #cheese #strachitunt #instacheese #istafood #instafood #barriques
  • panna fresca 250ml

 

 

PROCEDIMENTO :

  1. Tagliate le 3 uova e separate i tuorli , mettete i tuorli in una  ciotola a parte .
  2. Sminuzzate gli albumi  , piccoli dadini devo apparire , aggiungete l’erba cipollina tritata , l’olio d’oliva e un pizzico di sale
  3. Tagliate il Pegitunt a piccoli cubetti , unite la panna fresca montata a neve  e il mezzo cucchiaino di curcuma , mescolate fino ad ottenere un composto cremoso
  4. Sbriciolate delicatamente i tuorli con una forchetta per creare la mimosa
  5. Disponete in 4 bicchierini , riempiendoli per metà con gli  albumi sminuzzati ,  aggiungendo  poi la crema di Pegitunt e per finire con la mimosa di tuorli
  6. Rifinite con un pizzico di pepe ed erba cipollina

MIMOSA SALATA

 

L’abbinamento che vi consiglio è con una MALVASIA – EUGHENOS LAZZARI FELICIMALVASIA IGP TERRE AQUILANE – AZ. AGR. DI CATO – Siamo sulle colline di Vittorito, in provincia dell’Aquila tra i parchi della Majella , Morrone e Sirente , in una terra di tradizione vitivinicola millenaria . 

Nasce grazie ad un piccolo vigneto di 50 anni interamente innestato in loco su un terreno argilloso, nasce Eughenos Lazzari Felici. Una vinificazione in purezza di questo vitigno le cui uve sono raccolte e diraspate totalmente a mano. Dopo tre giorni di macerazione sulle bucce in vasi aperti continua la sua fermentazione spontanea in acciaio. Il vino dopo un primo travaso per eliminare le parti più grossolane è lasciato riposare in damigiane di vetro per soli 4 mesi. Decanta naturalmente per sedimentazione tra un travaso e l’altro. Non stabilizzato nè chiarificato nè filtrato è stato messo in bottiglia con la luna nuova di febbraio .

“WELLNESS & ZERO WASTE – F&B CONTEST CASARGO 2019”

 

 

Promozione del territorio e occasione formativa : al via la 6° edizione del Contest
per una trentina di scuole provenienti da Italia, Europa e Russia .

 

Da SX Antonio Pasquini, Marco Galbiati, Marco Cimino e Luigi Gandola

30 squadre contro le 17 dell’anno scorso e le 9 del 2013 quando è nato il CONTEST , un crescendo che porta l’ istituto e il nostro territorio ad essere orgogliosi .

 

Novità dell’anno :

  • inserimento di una formatrice teatrale che darà lezioni sulla comunicazione , per imparare come si sta sul palcoscenico del proprio lavoro . A volte gli CHEF non sono socievoli , anzi sono/erano restii a presentarsi in sala . 
  • ci saranno delle sorprese , tipo capacità  di risolvere degli inconvenienti in fase di preparazione sia in cucina che in sala
  • 8 portate e non 6 come gli anni passati
  • un tavolo rotondo per ogni squadra dove il professore che li accompagna / segue farà da supervisor , assaggerà e farà le sue valutazioni
  • ci saranno dei premi trasversali per la PASSIONE , SIMPATIA , ORGANIZZAZIONE, STILE , MIGLIOR TALENTO INTERNAZIONALE , MIGLIOR SQUADRA … fino ad arrivare a 12 .

Insomma sarà un contest davvero entusiasmante , assolutamente da seguire , sui social #facebook #istagram .

BUON CONTEST ragazzi e che vinca il migliore  , PRESINDETE DI GIURIA lo chef Luigi Gandola .

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Elenco squadre 2019

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Giunto alla sua sesta edizione, la Gara Gastronomica Internazionale ha registrato quest’anno 30 iscrizioni da scuole di 16 Paesi provenienti da Italia (Campania, Lombardia e Sicilia), Europa ( Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Francia,
Ungheria, Lituania, Lettonia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia e Ucraina) e Russia ( da Mosca e San Pietroburgo).
“L’obiettivo del Contest è duplice: da un lato vogliamo promuovere il territorio lecchese e
lombardo con i suoi prodotti tipici, dall’altro intendiamo migliorare le competenze professionali, personali e comunicativi di tutti gli studenti” dichiara Marco Galbiati, Presidente del CFPA Casargo. Gli alunni coinvolti avranno infatti l’opportunità di interfacciarsi con altre culture e tradizioni e arricchire le proprie competenze linguistiche interagendo in lingua inglese con gli studenti ospiti.

“La sana capacità di confronto tra Regioni e Paesi è un elemento indispensabile per una crescita professionale e personale consapevole ed equilibrata, aprendo la mente alle richieste di una clientela internazionale” dichiara Marco Cimino , Direttore del CFPA Casargo .

«È  importante per noi abbinare ad esperienze internazionali anche una forte presenza sul territorio per fornire ai ragazzi un’esperienza scolastica e lavorativa completa e di ampio respiro» – dichiara Marco Galbiati, Presidente del CFPA Casargo

La manifestazione prevede la partecipazione in team composti da 2 componenti di cucina/pasticceria, 2 componenti di sala bar e 1 docente dell’istituto scolastico di provenienza.
Il concorso si articola in una gara di cucina calda, che consiste nel realizzare un menù completo per 8 persone da 1800 kcal, la preparazione di un cocktail per 6 persone dal tema libero e il servizio al tavolo, valutato sulla base della corretta presentazione del menù, dalla padronanza della lingua inglese e dalla capacità relazionale.
La manifestazione inizierà domenica 17 marzo con l’accoglienza dei partecipanti alla quale seguirà la Cena di Benvenuto. Da lunedì 18 a venerdì 22 marzo a pranzo e a cena saranno realizzare le prove di gara per cucina e sala bar. Ogni giorno saranno impegnate nella gara tre/quattro squadre a pranzo e a cena, che prepareranno i menù e i cocktail e li serviranno alla giuria e agli opinion leader individuati a pranzo e a cena. Venerdì invece sarà dedicato alla formazione, con laboratori e seminari aperti al pubblico che si terranno in Aula Magna: in particolare al mattino avrà luogo un laboratorio sul cioccolato con lo Chef Gennuso Marco e uno sulla cucina italiana con gli Chef Gandola Luigi , Prandi Claudio e Vitiello Ciro. Al pomeriggio è previsto un atelier che coinvolgerà gli studenti di sala bar e di cucina dal titolo: “Sempre sotto i riflettori”, condotto dalla formatrice teatrale Lessio Donatella. Alle 19.30 avrà luogo la Cena di Gala e la premiazione finale.

 

APAF – Agenzia Provinciale per le Attività Formative della Provincia di Lecco che dal 2009 gestisce il CFP Alberghiero di Casargo – sta organizzando una gara gastronomica internazionale dal 17 al 22 Marzo 2019 con l’obiettivo di :
– promuovere il territorio lecchese e lombardo, dando visibilità alle istituzioni e ai prodotti locali;
– promuovere la cultura gastronomica lombarda e italiana, divulgando la qualità dei prodotti alimentari;
– dare continuità al successo formativo del Centro di Formazione Professionale Alberghiero di Casargo
– coinvolgere gli studenti del Centro e delle scuole alberghiere italiane ed europee nella realizzazione di attività che ne migliorino le competenze professionali e personali nel settore agro-alimentare e della ristorazione e pongano le basi per un loro futuro successo formativo e occupazionale;
– favorire uno sviluppo delle competenze delle risorse umane coinvolte, promuovendo iniziative e percorsi che accrescano in modo armonico le competenze tecnico-professionali , le competenze sociali e trasversali;
– promuovere i principi di una cucina salutare e tradizionale

Logo tramite comunicazione

TORTINO DI RISO

Non si butta via niente , sopratutto quando si usano materie prime eccellenti come il riso Riso Sant’Andrea di Bareggia Biellese  e Vercellese DOP  della Società  Agricola Goio  , l’oro rosso del lago dell’ Azienda Agricola Collina d’Oro e i micro ortaggi  della Società Agricola Piantanatura  e un buon brodo di pollo nostrano #primiziefrigerio .

 

La mia idea è nata così :

  • ho fatto scaldare il risotto aggiungendo un mezzo bicchiere di brodo in una padella antiaderente per 10 minuti circa ,
  • ho sgusciato l’uovo ed ho separato il tuorlo dall’albume ,
  • ho mescolato nel risotto caldo l’albume ( che con il calore del riso si è cotto )
  • nel frattempo ho imburrato con una piccola noce di butto al tartufo una padellina antiaderente e ho fatto cuocere il tuorlo per circa 4/5 minuti
  • con l’aiuto di un coppa-pasta ho creato un tortino di riso e ho adagiato sopra il tuorlo d’uovo e l’ho fatto andare a fuoco lento per altri 10 min
  • posizionato il tortino sul piatto da portata ho aggiunto delle foglie di nasturzio , un micro-ortaggio favoloso che regala piccantezza e un piacevole retrogusto di salmastro , uova di lompo e del pepe bianco

Buon appetito 🙂

 

tortino

 

@risogoio1929 allo @zafferano_collina_d_oro saltato in padella con albume d’uovo , con un #coppapasta reso un #tortino , tuorlo cotto al vapore e passato in padella rovente con burro chiarificato #uovadilompo & #nasturzio@microortaggi @piantanatura #top #cenetta del #sabatosera #deliziosa #😋#foodstylist #foodlover #bfdivertirsiaifornelli #idee #saturdaynight #myhome#eggs 

 

 

 

Lasagnetta di quinoa e salmone

quinoa
Una ricetta salutare , light e da campioni . La quinoa è una pianta erbacea ricca di proprietà, ad alto contenuto proteico, si caratterizza per la totale ASSENZA GLUTINE. E’ un cereale molto utilizzato in cucina ideale per creare gustose insalate .

Lasagnetta di quinoa e salmone 

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  • 300 g  SALMONE NORVEGESE  #calvisius
  • 200 g quinoa
  • erbe aromatiche 
  • q.b. olio extra vergine d’oliva 
  • q.b.sale e pepe

 

 

 

 

  1. Versate dell’acqua fredda in una pentola circa 400 ml e unite la quinoa ,

  2. Accendete il fuoco e portate a bollore . Quando bolle abbassate la fiamma , mettete il coperchio alla pentola  e cuocete per altri dieci minuti ,
  3. Tagliate il salmone affumicato a rombi
  4. condite la quinoa con olio extravergine , pepe e un mix di erbe aromatiche in polvere ( timo / pepe bianco )
  5. In una ciotola da dessert / piatto da portata con l’aiuto di un coppa pasta create uno strato di quinoa , uno di salmone affumicato , un’altro di quinoa ed infine il salmone creando una sorta di drappeggio

  6. Abbellite la portata con micro-ortaggi di piselli by PIANTANATURA 

 

lasagnetta

I LUOGHI DEL VINO DI VALTELLINA

 

“I luoghi del vino in Valtellina”, un volume di oltre 420 pagine che racconta la complessità del paesaggio valtellinese terrazzato e di quali  influenze ha sulla produzione vitivinicola .

LA VALTELLINA ENOLOGICA PROTAGONISTA DEL FUTURO grazie anche al un lungo viaggio di 420 pagine tra paesaggio e vinoluoghi e sapori, passato e presente della provincia di Sondrio . 

 

Questo libro è il racconto di una esperienza di lavoro culturale durata otto anni, un’avventura che ha coinvolto persone di diversa provenienza ed estrazione, che ha creato nuove amicizie ed ha portato un grande arricchimento personale a chi ne è stato protagonista. E’ infatti nel 2010 che nasce l’intuizione di creare un gruppo di lavoro per approfondire un tema: il rapporto tra paesaggio e vino in Valtellina. Lo stupore di fronte ad un paesaggio unico, costituito da 2500 km lineari di muretti a secco, la più grande area terrazzata di Italia e da un grande patrimonio di opere d’arte e di architettura ad essi collegati, ha fatto sorgere una domanda: “Che influsso hanno questo paesaggio, questi luoghi, sul sapore e sulla qualità del vino in Valtellina?”.  Da quell’anno l’ipotesi affascinante di un legame antico, che ci precede, tra nome dei luoghi e sapore dei vini ha portato architetti, laureati in agraria, in chimica, in geologia, sommelier, produttori e semplici appassionati, a confrontarsi,  a creare, per la prima volta, delle carte dei toponimi delle principali sottozone a DOCG, a raccogliere interviste a molti tra i produttori, ad uscire tra le vigne, imparando a guardare e a fare domande al fine di interpretare i segni lasciati dall’uomo in millenni di storia e lavoro. Il paesaggio è una realtà complessa, frutto di un rapporto dinamico e sempre in evoluzione, un sistema che e ha in sé molti significati.

Solo un lungo e paziente confronto multidisciplinare e multi-sensoriale – e nel caso del vino anche il gusto e l’olfatto sono determinanti – può iniziare a sciogliere qualche segreto su una tra le più grandi eredità che le generazioni che ci hanno preceduto hanno lasciato in custodia a noi e a chi verrà dopo di noi.

libro

Presentazione del libro I Luoghi del Vino di Valtellina Dario Benetti Emilio Mottolini Gio Pascoli #soddisfazioni . È stato un percorso interessante con un ottimo risultato , un libro che racconta la #valtellina ,  il #paesaggio e il#terroir 

Siamo giunti al termine di un lungo lavoro che ha coinvolto produttori , sommelier e appassionati durato 8 anni .

iluoghi del vino foto

L’idea è nata nel 2010 grazie all’intuizione di creare un gruppo di lavoro per approfondire un tema: il rapporto tra paesaggio e vino in Valtellina. Quell’idea è figlia dello stupore che non si può non avvertire di fronte ad un paesaggio unico, costituito da 2500 chilometri lineari di muretti a secco, la più grande area terrazzata d’Italia e da un grande patrimonio di opere d’arte e di architettura ad essi collegati.
Il lavoro, coordinato dall’architetto Dario Benetti che si è preso l’impegno di fare da punto di riferimento ed è autore di buona parte dei testi e delle immagini del volume, è stato svolto nell’ unico modo in cui il paesaggio può essere letto: condividendo conoscenze e competenze diverse per dare una risposta alla domanda: “Che influsso hanno questo paesaggio, questi luoghi, sul sapore e sulla qualità del vino in Valtellina?”. Il paesaggio è una realtà complessa, frutto di un rapporto dinamico e sempre in evoluzione, un sistema che ha in sé molti significati.
Di questi diversi punti di vista sono testimonianza gli altri autori dei testi che spaziano dalla storia antica e recente della viticoltura in Valtellina e al commercio nei Contadi, alle caratteristiche del vitigno Chiavennasca , dai terrazzamenti ai termini locali, dalle degustazioni dei sommelier alle interviste con i produttori, dalla chimica  alle caratteristiche olfattive del vino.

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Bfdivertirsiaifornelli
Pubblicato da bfdivertirsiaifornelli15 dicembre 2018 alle ore 11:07
#valtellina #iluoghidelvinodivaltellina @paolomassobrio nel leggere le bozze si è sentito avvolto dai ricordi , dal paesaggio , dal territorio e dalle persone #terroir #murettiasecco #unesco #riconoscimenti 

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Emilio Mottolini ha raccontato così la realizzazione del libro : 

“Questo libro è il racconto di una esperienza di lavoro culturale durata otto anni, un’avventura che ha coinvolto persone di diversa provenienza ed estrazione, che ha creato nuove amicizie ed ha portato un grande arricchimento personale a chi ne è stato protagonista.  E’ infatti nel 2010 che nasce l’intuizione di creare un gruppo di lavoro per approfondire un tema: il rapporto tra paesaggio e vino in Valtellina. Lo stupore di fronte ad un paesaggio unico, costituito da 2500 km. lineari di muretti a secco, la più grande area terrazzata di Italia e da un grande patrimonio di opere d’arte e di architettura ad essi collegati, ha fatto sorgere una domanda: “Che influsso hanno questo paesaggio, questi luoghi, sul sapore e sulla qualità del vino in Valtellina? Da quell’ anno l’ipotesi affascinante di un legame antico, che ci precede, tra nome dei luoghi e sapore dei vini ha portato architetti, laureati in agraria, in chimica, in geologia, sommelier, produttori e semplici appassionati, a confrontarsi, a creare, per la prima volta, delle carte dei toponimi delle principali sottozone a DOCG,  a raccogliere interviste a molti tra i  produttori, ad uscire tra le vigne, imparando a guardare e a fare domande al fine di interpretare i segni lasciati dall’uomo in millenni di storia e lavoro. Il paesaggio è una realtà complessa, frutto di un rapporto dinamico e sempre in evoluzione, un sistema che e ha in sé molti significati.
Solo un lungo e paziente confronto multidisciplinare e multi-sensoriale – e nel caso del vino anche  il gusto e l’olfatto sono determinanti – può iniziare a sciogliere qualche segreto su una tra le più grandi eredità che le generazioni che ci hanno preceduto hanno lasciato in custodia a noi e a chi verrà dopo di noi”.

 

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Un’avventura interessante e orgogliosa di averne fatto parte grazie alla mia amica Giovanna Pascoli che mi ha coinvolto e dove ho incontrato persone interessanti e piene di vitalità .

 

 

M’AMA: “DILLO CON UN MOCHI”

M’AMA – NON M’AMA – M’AMA – NON M’AMA – M’AMA ! Cinque sono i petali del logo che ricorda una margherita e invita gli innamorati a cogliere l’ultimo petalo… l’ultimo mochi.

Ma cos’ è un MOCHI  – un gelato artigianale con il suo guscio di riso glutinoso , ha in sé l’esotico della cultura giapponese , in quanto cibo offerto agli dei , dono che la terra fa al cielo , simbolo di prosperità .

Grazie alla ricerca, passione e tanta pazienza sono riusciti a conciliare la temperatura calda della pastella con quella fredda del ripieno per un risultato davvero spettacolare!

Ricoperto da una pastella di riso italiano e ripieno di gelato artigianale italiano, senza aggiunta di dolcificanti, coloranti o additivi: ingredienti DOP. Ha forma e dimensione unica, come prova del “fatto a mano”. E’ il gelato com’era una volta, fatto con amore da una piccola bottega italiana che cura e seleziona personalmente le materie prime che utilizza. Consigliato agli amatori del gelato artigianale italiano, agli esploratori culinari, ai moderni alchimisti della tradizione dell’autenticità. Disponibili presto online sul sito www.mamamochi.it , nelle principali food delivery del territorio milanese e nei ristoranti internazionali selezionati .

M'amamochi

foto #by mamamochi

 

VALENTINA COSMAI , FOUNDER| La mente dietro il marchio si racconta così: “Era Settembre di un anno fa quando presi una “cotta a vapore” per i mochi gelato. Se ne stavano su un tavolo di fianco al mio e chi li continuava ad ordinarne sembrava davvero appagato”. “Ho sempre amato osservare, curiosare, cercare e sperimentare, Sono una
designer e come tale devo contribuire a rendere migliore la qualità della vita, almeno per quegli aspetti considerati più ludici che utili, così vedo la mia missione, alla ricerca costante del bello”. “Ho conseguito il diploma all’Istituto Marangoni di Milano, e successivamente ho lavorato nella produzione di moda, dagli abiti di red carpet agli accessori. Ho girato un po’ l’Europa per poi ritrovarmi qui, al punto di partenza, in Italia
ancora più determinata di quando sono partita”. “Il mio punto debole? I laboratori artigianali, ognuno con la sua storia e i suoi maestri, per quel miracolo che sanno creare ogni giorno trasformando la materia grezza in opera d’arte”.

PATRICK COLOMBO, CEO| Imprenditore, mentore e globetrotter nei cinque continenti, con esperienza ventennale come amministratore delegato e CEO di un’azienda metalmeccanica. Mente e credo multitasking–multidisciplinare visto i diversi settori a cui si rivolge, si dedica con passione ad accompagnare le diverse start up nella conoscenza del galateo bancario verificando che il modello di business sia sostenibile e proficuo. Constante curiosità e professionalità lo spingono a tenersi sempre aggiornato con corsi e master in tutta l’Europa.

SITO UFFICIALE| www.mamamochi.it
E-MAIL| hello@mamamochi.it
TELEFONO| +39 391.3874474
INSTAGRAM| mamamochi_official

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Il primo mochi gelato – artigianale – italiano. Un’emotion-telling che vede l’io protagonista. Vendiamo esperienze, trappole per emozioni.

DILLO CON UN MOCHI – il mochi non è solo un prodotto, ma un’esperienza e un insieme di emozioni che possono raccontare più di mille parole.

coffèe & franconia bollicine

 

Rice is life – Il riso è vita

Il riso è un cibo bellissimo. E’ bello quando cresce, file precise di gambi verde brillante che si stagliano verso il sole estivo; è bello quando viene raccolto, covoni dorati in autunno, impilati in risaie simili a patchwork; è bello quando, trebbiato, si riversa nei silos come un mare di piccole perle; è bello quando è cucinato da una mano esperta, bianco splendente e dolcemente fragrante. (Shizuo Tsuji)

 

Un luogo incantato tra le province di Vercelli e di Biella è la Baraggia ( Terreno arido e argilloso di origine alluvionale ) .

Lo sapevate che esiste una Riserva naturale orientata delle Baragge ? Essa  raggruppa un insieme di territori del Piemonte destinati a riserva naturale regionale e sottoposti a vincoli di tutela.

Ne fanno parte:

  • Provincia di Biella – Baraggione di Candelo e Cossato , Baraggia di Verrone (Biella)
  • Provincia di Vercelli – Baragge vercellesi (Vercelli)
  • Provincia di Novara – Baragge del Piano Rosa (Novara)

 

La Riserva naturale delle Baragge è costituita da sette porzioni differenti di territorio attraversate da strade statali, provinciali e comunali che ne facilitano l’accesso da uno qualsiasi dei ventidue comuni interessati. Tali aree sono attraversate inoltre da una fitta rete di percorsi ciclabili.

La fitta brughiera caratterizzata da felci aquiline e brugo, alternata a vaste distese di prateria, che fa apparire la zona simile per certi versi alla savana africana, è posizionata su un altopiano ad un’altitudine che varia dai 150 ai 340 metri fra le province di Biella, Vercelli e Novara. Offre incomparabili scenari che, movimentati dalla presenza di numerose greggi di pecore, mutano nei colori con il mutare delle stagioni .

Il Baraggione che si estende fra Candelo e Cossato è quello più vasto e conosciuto, anche per la presenza di un antico ricetto – il Ricetto di Candelo – costituito da un nucleo fortificato in epoca medioevale all’interno del quale si svolgono manifestazioni culturali  rievocazioni storiche. Inclusi nel territorio delle Baragge biellesi sono anche la brughiera che sorge attorno a Verrone e il centro storico di Masserano (con il castello edificato dell’XI, il priorato cluniacense di Castelletto Cervo (XIII secolo). Il castello di Rovasenda e l’area nei pressi dell’omonimo torrente sono invece parte della provincia di Vercelli .

 

La valle incantata ,  dove si organizzano catture da sogno nelle 5 dighe biellesi . Lucci, carpe , trote, grossi cavedani , tinche e  pesci gatto : gli invasi artificiali del Biellese sono ricchi di pesce e rappresentano uno dei possibili e infiniti itinerari di pesca . Le dighe, utilizzate per l’irrigazione , sono cinque . Tutte formano invasi di tutto rispetto immersi nel verde : Ingagna, Masserano, Camandona, Ravasanella e Mischie .
L’invaso di Ravasanella è uno dei laghi artificiali  realizzato per consentire l’irrigazione del territorio della Baraggia, un’area pedemontana che dalle Prealpi del Monte Rosa degrada dolcemente fino alla periferia nord di Vercelli.
L’irrigazione delle colture avviene tramite la canalizzazione dei i corsi d’acqua che scendono, in ambiente protetto, dai ghiacciai del Monte Rosa . Queste acque portano con sé elementi che nutrono e caratterizzano le varietà del riso di Baraggia, unico per qualità e caratteristiche organolettiche.

 

 

Vi ho incuriosito ? Volete organizzare una gita fuori porta e farvi coccolare dai luoghi incantati della Baraggia ? Fatelo , perché merita tantissimo e ne rimarrete affascinati . Luoghi magici , dove vi sentirete voi i protagonisti di un luogo dove il tempo sembra essersi fermato e dove la natura sembra non aver smesso di vivere come una volta .

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