Lasagnetta di quinoa e salmone

quinoa
Una ricetta salutare , light e da campioni . La quinoa è una pianta erbacea ricca di proprietà, ad alto contenuto proteico, si caratterizza per la totale ASSENZA GLUTINE. E’ un cereale molto utilizzato in cucina ideale per creare gustose insalate .

Lasagnetta di quinoa e salmone 

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  • 300 g  SALMONE NORVEGESE  #calvisius
  • 200 g quinoa
  • erbe aromatiche 
  • q.b. olio extra vergine d’oliva 
  • q.b.sale e pepe

 

 

 

 

  1. Versate dell’acqua fredda in una pentola circa 400 ml e unite la quinoa ,

  2. Accendete il fuoco e portate a bollore . Quando bolle abbassate la fiamma , mettete il coperchio alla pentola  e cuocete per altri dieci minuti ,
  3. Tagliate il salmone affumicato a rombi
  4. condite la quinoa con olio extravergine , pepe e un mix di erbe aromatiche in polvere ( timo / pepe bianco )
  5. In una ciotola da dessert / piatto da portata con l’aiuto di un coppa pasta create uno strato di quinoa , uno di salmone affumicato , un’altro di quinoa ed infine il salmone creando una sorta di drappeggio

  6. Abbellite la portata con micro-ortaggi di piselli by PIANTANATURA 

 

lasagnetta

I LUOGHI DEL VINO DI VALTELLINA

 

“I luoghi del vino in Valtellina”, un volume di oltre 420 pagine che racconta la complessità del paesaggio valtellinese terrazzato e di quali  influenze ha sulla produzione vitivinicola .

LA VALTELLINA ENOLOGICA PROTAGONISTA DEL FUTURO grazie anche al un lungo viaggio di 420 pagine tra paesaggio e vinoluoghi e sapori, passato e presente della provincia di Sondrio . 

 

Questo libro è il racconto di una esperienza di lavoro culturale durata otto anni, un’avventura che ha coinvolto persone di diversa provenienza ed estrazione, che ha creato nuove amicizie ed ha portato un grande arricchimento personale a chi ne è stato protagonista. E’ infatti nel 2010 che nasce l’intuizione di creare un gruppo di lavoro per approfondire un tema: il rapporto tra paesaggio e vino in Valtellina. Lo stupore di fronte ad un paesaggio unico, costituito da 2500 km lineari di muretti a secco, la più grande area terrazzata di Italia e da un grande patrimonio di opere d’arte e di architettura ad essi collegati, ha fatto sorgere una domanda: “Che influsso hanno questo paesaggio, questi luoghi, sul sapore e sulla qualità del vino in Valtellina?”.  Da quell’anno l’ipotesi affascinante di un legame antico, che ci precede, tra nome dei luoghi e sapore dei vini ha portato architetti, laureati in agraria, in chimica, in geologia, sommelier, produttori e semplici appassionati, a confrontarsi,  a creare, per la prima volta, delle carte dei toponimi delle principali sottozone a DOCG, a raccogliere interviste a molti tra i produttori, ad uscire tra le vigne, imparando a guardare e a fare domande al fine di interpretare i segni lasciati dall’uomo in millenni di storia e lavoro. Il paesaggio è una realtà complessa, frutto di un rapporto dinamico e sempre in evoluzione, un sistema che e ha in sé molti significati.

Solo un lungo e paziente confronto multidisciplinare e multi-sensoriale – e nel caso del vino anche il gusto e l’olfatto sono determinanti – può iniziare a sciogliere qualche segreto su una tra le più grandi eredità che le generazioni che ci hanno preceduto hanno lasciato in custodia a noi e a chi verrà dopo di noi.

libro

Presentazione del libro I Luoghi del Vino di Valtellina Dario Benetti Emilio Mottolini Gio Pascoli #soddisfazioni . È stato un percorso interessante con un ottimo risultato , un libro che racconta la #valtellina ,  il #paesaggio e il#terroir 

Siamo giunti al termine di un lungo lavoro che ha coinvolto produttori , sommelier e appassionati durato 8 anni .

iluoghi del vino foto

L’idea è nata nel 2010 grazie all’intuizione di creare un gruppo di lavoro per approfondire un tema: il rapporto tra paesaggio e vino in Valtellina. Quell’idea è figlia dello stupore che non si può non avvertire di fronte ad un paesaggio unico, costituito da 2500 chilometri lineari di muretti a secco, la più grande area terrazzata d’Italia e da un grande patrimonio di opere d’arte e di architettura ad essi collegati.
Il lavoro, coordinato dall’architetto Dario Benetti che si è preso l’impegno di fare da punto di riferimento ed è autore di buona parte dei testi e delle immagini del volume, è stato svolto nell’ unico modo in cui il paesaggio può essere letto: condividendo conoscenze e competenze diverse per dare una risposta alla domanda: “Che influsso hanno questo paesaggio, questi luoghi, sul sapore e sulla qualità del vino in Valtellina?”. Il paesaggio è una realtà complessa, frutto di un rapporto dinamico e sempre in evoluzione, un sistema che ha in sé molti significati.
Di questi diversi punti di vista sono testimonianza gli altri autori dei testi che spaziano dalla storia antica e recente della viticoltura in Valtellina e al commercio nei Contadi, alle caratteristiche del vitigno Chiavennasca , dai terrazzamenti ai termini locali, dalle degustazioni dei sommelier alle interviste con i produttori, dalla chimica  alle caratteristiche olfattive del vino.

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Bfdivertirsiaifornelli
Pubblicato da bfdivertirsiaifornelli15 dicembre 2018 alle ore 11:07
#valtellina #iluoghidelvinodivaltellina @paolomassobrio nel leggere le bozze si è sentito avvolto dai ricordi , dal paesaggio , dal territorio e dalle persone #terroir #murettiasecco #unesco #riconoscimenti 

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Emilio Mottolini ha raccontato così la realizzazione del libro : 

“Questo libro è il racconto di una esperienza di lavoro culturale durata otto anni, un’avventura che ha coinvolto persone di diversa provenienza ed estrazione, che ha creato nuove amicizie ed ha portato un grande arricchimento personale a chi ne è stato protagonista.  E’ infatti nel 2010 che nasce l’intuizione di creare un gruppo di lavoro per approfondire un tema: il rapporto tra paesaggio e vino in Valtellina. Lo stupore di fronte ad un paesaggio unico, costituito da 2500 km. lineari di muretti a secco, la più grande area terrazzata di Italia e da un grande patrimonio di opere d’arte e di architettura ad essi collegati, ha fatto sorgere una domanda: “Che influsso hanno questo paesaggio, questi luoghi, sul sapore e sulla qualità del vino in Valtellina? Da quell’ anno l’ipotesi affascinante di un legame antico, che ci precede, tra nome dei luoghi e sapore dei vini ha portato architetti, laureati in agraria, in chimica, in geologia, sommelier, produttori e semplici appassionati, a confrontarsi, a creare, per la prima volta, delle carte dei toponimi delle principali sottozone a DOCG,  a raccogliere interviste a molti tra i  produttori, ad uscire tra le vigne, imparando a guardare e a fare domande al fine di interpretare i segni lasciati dall’uomo in millenni di storia e lavoro. Il paesaggio è una realtà complessa, frutto di un rapporto dinamico e sempre in evoluzione, un sistema che e ha in sé molti significati.
Solo un lungo e paziente confronto multidisciplinare e multi-sensoriale – e nel caso del vino anche  il gusto e l’olfatto sono determinanti – può iniziare a sciogliere qualche segreto su una tra le più grandi eredità che le generazioni che ci hanno preceduto hanno lasciato in custodia a noi e a chi verrà dopo di noi”.

 

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Un’avventura interessante e orgogliosa di averne fatto parte grazie alla mia amica Giovanna Pascoli che mi ha coinvolto e dove ho incontrato persone interessanti e piene di vitalità .

 

 

M’AMA: “DILLO CON UN MOCHI”

M’AMA – NON M’AMA – M’AMA – NON M’AMA – M’AMA ! Cinque sono i petali del logo che ricorda una margherita e invita gli innamorati a cogliere l’ultimo petalo… l’ultimo mochi.

Ma cos’ è un MOCHI  – un gelato artigianale con il suo guscio di riso glutinoso , ha in sé l’esotico della cultura giapponese , in quanto cibo offerto agli dei , dono che la terra fa al cielo , simbolo di prosperità .

Grazie alla ricerca, passione e tanta pazienza sono riusciti a conciliare la temperatura calda della pastella con quella fredda del ripieno per un risultato davvero spettacolare!

Ricoperto da una pastella di riso italiano e ripieno di gelato artigianale italiano, senza aggiunta di dolcificanti, coloranti o additivi: ingredienti DOP. Ha forma e dimensione unica, come prova del “fatto a mano”. E’ il gelato com’era una volta, fatto con amore da una piccola bottega italiana che cura e seleziona personalmente le materie prime che utilizza. Consigliato agli amatori del gelato artigianale italiano, agli esploratori culinari, ai moderni alchimisti della tradizione dell’autenticità. Disponibili presto online sul sito www.mamamochi.it , nelle principali food delivery del territorio milanese e nei ristoranti internazionali selezionati .

M'amamochi

foto #by mamamochi

 

VALENTINA COSMAI , FOUNDER| La mente dietro il marchio si racconta così: “Era Settembre di un anno fa quando presi una “cotta a vapore” per i mochi gelato. Se ne stavano su un tavolo di fianco al mio e chi li continuava ad ordinarne sembrava davvero appagato”. “Ho sempre amato osservare, curiosare, cercare e sperimentare, Sono una
designer e come tale devo contribuire a rendere migliore la qualità della vita, almeno per quegli aspetti considerati più ludici che utili, così vedo la mia missione, alla ricerca costante del bello”. “Ho conseguito il diploma all’Istituto Marangoni di Milano, e successivamente ho lavorato nella produzione di moda, dagli abiti di red carpet agli accessori. Ho girato un po’ l’Europa per poi ritrovarmi qui, al punto di partenza, in Italia
ancora più determinata di quando sono partita”. “Il mio punto debole? I laboratori artigianali, ognuno con la sua storia e i suoi maestri, per quel miracolo che sanno creare ogni giorno trasformando la materia grezza in opera d’arte”.

PATRICK COLOMBO, CEO| Imprenditore, mentore e globetrotter nei cinque continenti, con esperienza ventennale come amministratore delegato e CEO di un’azienda metalmeccanica. Mente e credo multitasking–multidisciplinare visto i diversi settori a cui si rivolge, si dedica con passione ad accompagnare le diverse start up nella conoscenza del galateo bancario verificando che il modello di business sia sostenibile e proficuo. Constante curiosità e professionalità lo spingono a tenersi sempre aggiornato con corsi e master in tutta l’Europa.

SITO UFFICIALE| www.mamamochi.it
E-MAIL| hello@mamamochi.it
TELEFONO| +39 391.3874474
INSTAGRAM| mamamochi_official

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Il primo mochi gelato – artigianale – italiano. Un’emotion-telling che vede l’io protagonista. Vendiamo esperienze, trappole per emozioni.

DILLO CON UN MOCHI – il mochi non è solo un prodotto, ma un’esperienza e un insieme di emozioni che possono raccontare più di mille parole.

coffèe & franconia bollicine

 

Rice is life – Il riso è vita

Il riso è un cibo bellissimo. E’ bello quando cresce, file precise di gambi verde brillante che si stagliano verso il sole estivo; è bello quando viene raccolto, covoni dorati in autunno, impilati in risaie simili a patchwork; è bello quando, trebbiato, si riversa nei silos come un mare di piccole perle; è bello quando è cucinato da una mano esperta, bianco splendente e dolcemente fragrante. (Shizuo Tsuji)

 

Un luogo incantato tra le province di Vercelli e di Biella è la Baraggia ( Terreno arido e argilloso di origine alluvionale ) .

Lo sapevate che esiste una Riserva naturale orientata delle Baragge ? Essa  raggruppa un insieme di territori del Piemonte destinati a riserva naturale regionale e sottoposti a vincoli di tutela.

Ne fanno parte:

  • Provincia di Biella – Baraggione di Candelo e Cossato , Baraggia di Verrone (Biella)
  • Provincia di Vercelli – Baragge vercellesi (Vercelli)
  • Provincia di Novara – Baragge del Piano Rosa (Novara)

 

La Riserva naturale delle Baragge è costituita da sette porzioni differenti di territorio attraversate da strade statali, provinciali e comunali che ne facilitano l’accesso da uno qualsiasi dei ventidue comuni interessati. Tali aree sono attraversate inoltre da una fitta rete di percorsi ciclabili.

La fitta brughiera caratterizzata da felci aquiline e brugo, alternata a vaste distese di prateria, che fa apparire la zona simile per certi versi alla savana africana, è posizionata su un altopiano ad un’altitudine che varia dai 150 ai 340 metri fra le province di Biella, Vercelli e Novara. Offre incomparabili scenari che, movimentati dalla presenza di numerose greggi di pecore, mutano nei colori con il mutare delle stagioni .

Il Baraggione che si estende fra Candelo e Cossato è quello più vasto e conosciuto, anche per la presenza di un antico ricetto – il Ricetto di Candelo – costituito da un nucleo fortificato in epoca medioevale all’interno del quale si svolgono manifestazioni culturali  rievocazioni storiche. Inclusi nel territorio delle Baragge biellesi sono anche la brughiera che sorge attorno a Verrone e il centro storico di Masserano (con il castello edificato dell’XI, il priorato cluniacense di Castelletto Cervo (XIII secolo). Il castello di Rovasenda e l’area nei pressi dell’omonimo torrente sono invece parte della provincia di Vercelli .

 

La valle incantata ,  dove si organizzano catture da sogno nelle 5 dighe biellesi . Lucci, carpe , trote, grossi cavedani , tinche e  pesci gatto : gli invasi artificiali del Biellese sono ricchi di pesce e rappresentano uno dei possibili e infiniti itinerari di pesca . Le dighe, utilizzate per l’irrigazione , sono cinque . Tutte formano invasi di tutto rispetto immersi nel verde : Ingagna, Masserano, Camandona, Ravasanella e Mischie .
L’invaso di Ravasanella è uno dei laghi artificiali  realizzato per consentire l’irrigazione del territorio della Baraggia, un’area pedemontana che dalle Prealpi del Monte Rosa degrada dolcemente fino alla periferia nord di Vercelli.
L’irrigazione delle colture avviene tramite la canalizzazione dei i corsi d’acqua che scendono, in ambiente protetto, dai ghiacciai del Monte Rosa . Queste acque portano con sé elementi che nutrono e caratterizzano le varietà del riso di Baraggia, unico per qualità e caratteristiche organolettiche.

 

 

Vi ho incuriosito ? Volete organizzare una gita fuori porta e farvi coccolare dai luoghi incantati della Baraggia ? Fatelo , perché merita tantissimo e ne rimarrete affascinati . Luoghi magici , dove vi sentirete voi i protagonisti di un luogo dove il tempo sembra essersi fermato e dove la natura sembra non aver smesso di vivere come una volta .

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Privitera celebra i suoi 30 anni.

 

Tra chef stellati, performers e special guest, Privitera celebra i suoi 30 anni. 

L’azienda – top in Italia nel settore degli eventi – spegne le sue candeline con un party vero place to be del 2018 .

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Quest’anno sono 30 anni di successi, stile e attività nel creare, ideare, plasmare i più eleganti, importanti ed esclusivi eventi internazionali.

Privitera – azienda top in Italia nel settore delle tendostrutture e degli interiors – li festeggia giovedì 22 novembre 2018, con The Great Phoenix un gala dinner che ripercorre i successi e l’orgoglio creativo, veroplus dell’azienda che dal 1988 abbraccia i suoi clienti con soluzioni su misura e installazioni in e outdoor tra le più originali e uniche. Un’occasione per presentare La Fenice, una rivoluzionaria maxi serra modulabilein ferro e policarbonato compatto che sarà suddivisa in tre distinte aree – Glam, Pop e Boudoir – all’interno delle quali l’azienda presenterà le novità, le tendenze e i progetti per gli eventi del 2019.

La location scelta non poteva essere che MIND, Milano Innovation District, luogo che guarda al futuro unendo creatività, ricerca, qualità e innovazione.

Gli ospiti saranno i protagonisti di un percorso sensoriale che si snoderà tra proposte culinarie stellate, decori, installazioni, live show e progetti musicali speciali.

Per questo importante gala Privitera ha scelto 5 fra gli chef stellati di Euro-Toques Italia  l’associazione ambasciatrice d’eccellenza dell’alta cucina – che saranno presentati con i loro piatti dall’attrice Guia Zapponi: Enrico Derflingher , Presidente dell’associazione e in passato chef della famiglia reale inglese , Heinz Beck , i Fratelli Serva Gianni Tarabini e Franco Aliberti .

Ogni momento della serata sarà scandito dalle spettacolari performance artistiche e coreografiche di Nu’Art Events, una delle società più quotate e importanti del settore, che stupirà gli ospiti con le esibizioni dei suoi artisti.

E ancora le immagini e gli allestimenti di Archivio Crepax che curerà un’area dedicata ad hoc a Valentina, la celebre donna del fumetto creata da Guido Crepax.

Show & Lighting sono invece affidati a Blunotte, azienda in forte crescita che cura eventi esclusivi, di stile e risonanza internazionale in prestigiose location. La Fenice ospiterà anche Bullet Time – area digital – dove 25 fotocamere scatteranno immagini in JPG animate, che ogni ospite potrà condividere sui suoi social.

Alle ore 22.30 si accenderà L’albero della Vita con il nuovo spettacolo ideato da Marco Balich, cui seguirà il Dj Set per ballare fino a notte fonda. La serata si chiuderà con un’altra eccellenza culinaria italiana: la pizza di ApeRegina, la novità simpatica e fragrante… tutta da scoprire.

MILANO DIVENTA ROSA: L’OMAGGIO DEI GRANDI CHEF A MILANO E ALLE “SUE” DONNE

Nove ricette dedicate ad alcune delle personalità femminili che nel corso del Novecento hanno reso grande Milano nel mondo, firmate da altrettanti chef , pastry chef e mixologist che hanno deciso di sostenere il progetto non profit di Milano diventa Rosa, mettendo a disposizione la loro professionalità e la loro esperienza in ambito enogastronomico.

Le ricette portano la firma degli chef Enrico Cerea (Da Vittorio), Sara Preceruti (Acquada) e Davide Oldani (D’O), il mixologist Cristian Lodi (Milord), il maestro dei lievitati Matteo Cunsolo e i pastry chef e maître chocolatier Loretta Fanella, Federica Russo, Fabrizio Galla e Luigi Biasetto: un gruppo di veri fuoriclasse della cucina italiana accomunati dall’appartenenza al progetto de Il Cioccolato Buono, promosso dal Chocolate Academy Center Milano per unire la divulgazione della corretta cultura del cioccolato alla solidarietà.

Per il 2018 il team de Il Cioccolato Buono ha deciso di sostenere la campagna charity Milano diventa Rosa, organizzata dal Chocolate Academy Center Milano con il patrocinio del Comune di Milano a sostegno della sezione milanese della Lega Italiana per la Lotta ai Tumori (LILT Milano). Un sostegno che si è tradotto nella creazione di nove ricette, ispirate ciascuna a una delle personalità femminili del Novecento legate alla città di Milano scelte per essere i volti della campagna: Franca Rame, Gae Aulenti, Mariuccia Mandelli in arte Krizia, Franca Sozzani, Alda Merini, Fernanda Pivano, Rosella Schiaffino e Alfonsina Strada.

Protagonista di ogni ricetta è il Ruby Chocolate, un cioccolato naturalmente rosa perché frutto della lavorazione di particolari fave di cacao color rubino. Ultima scoperta nel mondo del cioccolato, Ruby Chocolate è caratterizzato da un sapore intenso e fruttato, perfettamente bilanciato da note acidule che ricordano il lampone. Questa nuova tipologia di cioccolato si presta tanto alla preparazione di dessert quanto a portate salate e il suo colore rosa intenso costituisce un immediato richiamo all’universo femminile.

Così Ruby Chocolate, combinato all’acidità del lampone disidratato e alla delicatezza del calamaro è diventato la perfetta mantecatura del risotto che Sara Preceuti ha dedicato ad Alda Merini. Un piatto “rivoluzionario” rispetto al risotto tradizionale, proprio come la poetessa milanese. Sempre alla Merini la pastry chef Loretta Fanella si è ispirata per la sua “Rosa Rosa”, un budino che unisce ingredienti semplici come latte e zucchero ma che si discosta dal tipico budino al cioccolato grazie all’utilizzo di Ruby Chocolate. Sullo stesso fil “rose” è giocato il dessert dedicato da Enrico Cerea all’attrice e drammaturga Franca Rame, amante dei dolci e della buona cucina, dove il Ruby Chocolate, esplorato in tutte le sue consistenze (cremoso, soffiato e liquido), ne rappresenta la natura dolce e femminile mentre l’acidità di yogurt, fragola e lampone ne esaltano invece l’aspetto più passionale.

Il mixologist Cristian Lodi si è ispirato all’architetto e designer Gae Aulenti per realizzare un cocktail in cui ogni ingrediente richiama uno dei Paesi dove la grande artista ha firmato i suoi progetti più importanti: lo yuzu per il Giappone, il Falernum al pistacchio per la Spagna e il cognac per la Francia. Ne risulta un drink delicato e piacevolmente aromatico che Lodi ha denominato Luce, una componente essenziale in ogni opera di Gae Aulenti. La bellezza e l’eleganza dell’attrice Rosanna Schiaffino invece trovano il loro corrispettivo gastronomico nel macaron firmato dal pluripremiato pasticcere padovano Luigi Biasetto, dove le soffici semisfere rosate racchiudono un doppio ripieno a base di cioccolato fondente e Ruby Chocolate.

Alla mente fina e all’eleganza discreta di Mariuccia Mandelli, in arte Krizia, si è infine ispirato il pasticcere e maître chocolatier piemontese Fabrizio Galla, realizzando una pralina chiamata Platone – dai cui dialoghi la stilista milanese ha preso il suo pseudonimo – dove le componenti aromatiche di vaniglia e violetta rendono omaggio alla passione di Krizia verso il mondo dei profumi e delle fragranze.

Panini dolci ripieni di una mousse a base di gorgonzola di capra e guarniti con una spolverata di granella di Ruby Chocolate sono l’omaggio del maestro dei lievitati Matteo Cunsolo alla campionessa del ciclismo Alfonsina Strada, la prima donna a partecipare ufficialmente al Giro d’Italia. Per questa donna coraggiosa e tenace Cunsolo ha pensato a una ricetta semplice ma piena di energia, arricchita dalla dolcezza di Ruby Chocolate che ne riprende invece il lato più femminile.

La passione per il glamour, la moda e il design di Franca Sozzani è stata celebrata invece da Federica Russo, la migliore giovane pasticcera italiana del 2018. Il suo è un dolce dalla forma delicata, il cui nome ‘La Pantera Rosa’, si rifà all’appellativo con cui gli amici più cari chiamavano la Sozzani. Una dedica all’indimenticabile direttrice di Vogue Italia il cui carattere trova un corrispettivo nei sapori dominanti di questo dessert: quello deciso del caffè, quello più morbido e sofisticato della mandorla e, infine, quello dolce e setoso della mousse al Ruby Chocolate.

Pane, Ruby Chocolate e gelato di pistacchio: un abbinamento dalla semplicità solo apparente che richiama i sapori perduti dell’infanzia, la cui delicatezza ed equilibrio di contrasti e consistenze richiama il laborioso lavoro di traduzione a cui Fernanda Pivano ha dedicato la sua intera esistenza. A questa grande scrittrice, che ha portato in Italia la letterata americana del Novecento, da Hemingway alla Beat Generation, lo chef Davide Oldani ha dedicato una ricetta destinata ad essere intramontabile, come i grandi classici che la scrittrice milanese ha tradotto.

Ognuna di queste ricette è raccontata in 9 piccole clip video, 9 narrazioni in cui sono proprio gli Ambassador de Il Cioccolato Buono a descrivere passo per passo il processo creativo che li ha portati a realizzarle.

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Tutte le attività della campagna Milano diventa Rosa sono promosse nei canali social dedicati su Facebook, Instagram e Twitter @MilanodiventaRosa e seguite attraverso l’hashtag ufficiale della campagna #ROSAMILANO.

Ufficio Stampa: Freedot srl

 

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La ricetta di Sara Preceruti del Ristorante Acquada  :

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Sara Preceruti interpreta Alda Merini

 

RISOTTO AFFUMICATO MANTECATO AL RUBY CHOCOLATE, CALAMARI, BASILICO CROCCANTE, CRUMBLE DI LAMPONI E NERO DI SEPPIA DISIDRATATO

Ingredienti – 4 persone

300 gr di riso
150 gr Ruby chocolate
n. 2 calamari
n. 20 foglie di basilico
15 gr crumble di lampone
n 2 cucchiai di nero di seppia
Sale, olio, pepe
olio semi 200 gr

Procedimento :
Iniziare con l’affumicatura del riso a freddo.
Mettere il riso in un setaccio creando uno strato omogeneo e avvolgerlo completamente nella pellicola, sopra e sotto, cercando di non lasciare i buchi. Affumicare il riso utilizzando un affumicatore a freddo (i.e.: Aladino), facendo attenzione a riempire solo per metà il braciere con trucioli di ciliegio. Lasciar riposare per mezza giornata.
Pulire accuratamente i calamari, tagliarli a metà e inciderli creando dei quadratini, senza però affondare la lama troppo in profondità. Proseguire tagliando ogni metà a strisce e salirle in padella molto calda con un filo d’olio. Lasciar raffreddare.
Una cottura veloce è essenziale perché i calamari risultino morbidi e non gommosi.
Friggere le foglie di basilico in olio di semi a 130°C e tamponare l’olio in eccesso.
Stendere un sottile strato di nero di seppia su un foglio di carta da forno e farlo a disidratare a 70°C fino a quando non risulta secco.

Impiattamento
Cuocere il risotto in acqua bollente salat, senza utilizzare il brodo vegetale per non contrastare con il sapore di Ruby Chocolate, esaltato anche dai lamponi.
Mantecare con Ruby Chocolate, olio evo e 1 cucchiaio di grana.
Guarnire con calamari, lamponi, 5 foglie di basilico, una spolverata di crumble di lampone e frammenti della cialda ottenuta con il nero di seppia.

#MILANOGOLOSA 2018

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Milano Golosa 2018 , la settima edizione ,  l’ho trovata  più ordinata , più solare e con aziende più interessanti tra le novità .

La location appaga , l’ex-palazzetto del ghiaccio rende tutto più magico .

Milano Golosa :   più di 200 espositori artigiani presenti per proporre un tour enogastronomico della penisola alla ricerca di materie prime di qualità. Il bello che si tratta di piccole e medie aziende – selezionate in tutta Italia dal Gastronauta© .

Quest’anno a parte aver salutato gli amici di sempre : 

Claudio Gatti – (Pasticceria Tabiano) , con I suoi  Dolci della Via Francigena , che sono nati dalla combinazione equilibrata di antichi ingredienti , leggeri e nutritivi , che danno il giusto apporto di energia al viandante, da gustare lungo il cammino.

img_pag_brutti-ma-buoni.jpgNocciolini: prodotti con nocciole, mandorle dolci ed amare , zucchero , albume ed amido di riso macinato a raffinatrice. L’impasto morbido viene passato al forno ad una temperatura di 160°C per un tempo di 20 minuti. Il prodotto finale è croccante, molto gradevole, dolce, ma con un leggero retrogusto amarognolo.

Marta Mezzetti & Massimo Zetti(Villa Marta Firenze)  , con la loro ormai storica   Martarè  Torta di Cioccolato in  6 varianti .

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Ma novità i biscottini salati , con due interpretazioni “salate” di Frollini e Cantuccini , ideali da degustare durante un aperitivo o come accompagnamento per salumi e formaggi .

Carlo Zaccaria –  Az. Agricola Zaccaria – L’azienda agricola Zaccaria, moderna e funzionale, si estende su una superficie di 210 ettari, tutti accorpati attorno al centro aziendale, la cascina Margaria in cui si svolgono tutte le operazioni della filiera riso, dalla coltivazione alla pilatura e al confezionamento.

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il riso Selenio bio dal granello tondo, piccolo e cristallino  Da provare cotto al vapore oppure con il cuociriso . Sorprendente nella preparazione del risotto. Un riso dal gusto unico.

 

 

 

 

Io amo il salato , mi hanno colpito molto :

  • il produttore di formaggi dell’Alta Irpinia Carmasciando ,  che ha portato il suo prodotto di punta il Carmasciano , un formaggio vulcanico . Un pecorino caratterizzato da sentori di zolfo che derivano dalla mefite della Valle d’Ansanto .
  • Il caseificio Moro Formaggi di Oderzo , in Veneto , ha recuperato le vecchie tecniche di stagionatura e affinamento dei formaggi usate dai contadini e dai pastori per conservarli , invecchiarli e insaporirli . Tra questi c’è il Fior d’Arancio, un erborinato il cui nome deriva dal vino passito utilizzato per l’affinamento delle forme .
  •  la selezione di olii tutti italiani di regioni diverse con interessanti caratteristiche .  BONO SRL –  olea mundi una selezione di oli extravergine di oliva ispirata agli Arcani Maggiori dei Tarocchi . BONO, quattro lettere, quattro persone diversissime tra loro ma sotto sotto simili, unite dal comune denominatore dell’amore, della passione, della curiosità, dell’entusiasmo, della sfida con se stessi. E perché no, da una certa follia.
  • le Mostarde ,  la frutta confetta e le confetture extra dell’ Azienda Agricola Emilio Stroppa , situata a Pumenengo , il territorio bergamasco bagnato dal fiume Oglio .  Verdura e frutta  vengono coltivati e trasformati secondo le ricette della nonna  ,  il metodo di produzione  è  artigianale e ogni step di lavorazione è eseguito a mano , dalla coltivazione della materia prima alla caramellizzazione in pentola aperta .

 

Ho gradito moltissimo la sezione PaniniAmo , con showcooking realizzati con i panini certificati dalla Fondazione Accademia del Panino Italiano .  Nella sala laboratori #PaniniAmo ho partecipato al laboratorio riferito alla Stagionalità e impasto a bassa fermentazione, un incontro organizzato da Petra – Molino Quaglia con Alessio Rovetta della Pizzeria dei 7 Ponti di Cenate di Sopra (BG).

 

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L’azienda Rovagnati del Gran Biscotto ha presentato  il suo panino certificato in collaborazione con l’Accademia del Panino Italiano. Gran Michetta Gran Biscotto , questo il nome del panino che celebra il prosciutto cotto più famoso d’Italia. Prosciutto cotto Gran Biscotto, giardiniera, un filo di Olio del Garda DOP Oliera del Garda racchiusi nella fragrante michetta che il maestro panificatore Matteo Cunsolo ha preparato con le farine Molino Pasini. Pochi ingredienti tutti d’eccellenza rappresentano il ritorno alla genuinità, proprio come il Gran Biscotto, preparato dalla selezione delle migliori materie prime, con una formula segreta invariata da oltre 30 anni.

 

Interessante il contest dove : 4 food blogger si sono sfidate a “colpi di panino”, proponendo una loro personale interpretazione della Gran Michetta Gran Biscotto . Le food blogger hanno assaggiato la “Gran michetta” e hanno reinterpretato in solo 15 minuti un panino con gli ingredienti fornito , invece nella finale le 2 food blogger finaliste hanno potuto portare un ingrediente “da casa” a loro scelta per dare un tocco in più alla loro creazione . Una giuria di eccellenza a giudicato i panini preparati e ha sentenziato il vincitore che ha vinto un contratto di collaborazione di un anno con l’azienda e una fornitura di prodotti della linea Naturals.

la linea naturals è un nuovo progetto di Rovagnati , la prima linea completa di salumi con ingredienti 100% naturali e senza conservanti .

 

Il contest  è stato vinto da SARA BONACCORSI  – Cucina CON SARA – Food Blog con una michetta con gusto deciso e l’ingrediente portato da casa a stregato tutti : pere kaiser cotte in una riduzione al vino rosso, con una granella di amaretti.